Nichi Vendola (Sel), no all’ipotesi di larghe intese, meglio tornare alle urne e “liquidare la stagione del berlusconismo”

Roma, 18 lug. No all’ipotesi di larghe intese, meglio tornare alle urne per “liquidare” la stagione del berlusconismo. E se il centrosinistra avesse intenzione invece di continuare con “vecchie liturgie”, Nichi Vendola è pronto a “sparigliare i giochi”, rilanciando le primarie alle quali è pronto a canddiarsi. Intervistato da SkyTg24, il governatore della Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Libertà che proprio in questi giorni ha riunito le sue ‘Fabbriche’ per costruire l’alternativa, è netto_ “Non c’è la possibilità di un governo tecnico o di larghe intese. E’ finita una stagione politica, dobbiamo chiudere questa esperienza, liquidare il berlusconimso e tornare alle urne”. E sull’intervista di Tremonti che oggi riafferma la forza del governo in carica, Vendola è tranchant: “Parla di un’Italia che non c’è. L’Italia è sfinita e sfibrata, celebra nella mestizia i suoi 150 anni”. Ma il leader di Sel ne ha anche per il centrosinistra, che “ha paura ad esprimere fino in fondo le proprie ragioni, quelle di chi dovrebbe mettere in campo un’alternativa forte a questa esibizione impudica oscena di potere verminoso, che oggi vede la riesplosione della questione morale, una processione di camorristi, massoni deviati e faccendieri che accerchia palazzo Chigi: e poi l’esplosione della questione sociale, in un Paese che si avvita su se stesso, che si sta spegnendo: bisogna reagire a questo”. In questo quadro, Vendola annuncia: “Mi candido a ricostruire il cantiere dell’alternativa, a sparigliare i giochi del centrosinistra se questo si presenta con vecchie liturgie e senza un discorso capace di interpretare la crisi, e senza interpretare il desiderio di cambiamento, impossible senza l’uscita dall’ergastolo della precarietà per un’intera giovane generazione”. Dunque pronto a scendere in campo alle primarie se il Pd accetterà di convocarle: “Le primarie non sono una minaccia per il Pd o per il centrosinistra, ma per la cattiva politica. Sono un’espressione parziale ma fondamentale di buona politica, la riappropriazione da parte del popolo di scelte fondamentali che riguardano una politica che deve rompere gli steccati e non avere paura della cittadinanza, delle persone in carne e ossa”.

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