Acqua pubblica, consegnate 1 milione e 400mila firme per il Referendum

19 luglio 2010- Sono state consegnate alla Corte di Cassazione 1 milione e 400 mila firme per il referendum per “l’acqua bene comune”, che mira ad abrogare la legge sull’affidamento dei servizi idrici a società private.
Lo ha annunciato in un comunicato il comitato promotore dell’iniziativa referendaria, che oggi ha organizzato un incontro a Piazza Navona a Roma per festeggiare la consegna delle firme.
“Nessun referendum nella storia repubblicana ha mai raccolto tante firme – si legge nel comunicato – La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milion di italiani a votare ‘si’ la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici”.
Le firme, sottoposte ora al vaglio della Corte di Cassazione, superano abbondantemente la soglia di 500mila per l’ammissibilità, secondo il comitato raggiunta già a maggio, dopo soli 25 giorni di raccolta.
L’iniziativa referendaria prevede tre distinti quesiti. Il primo, ritenuto quello più importante, riguarda l’abrogazione di un articolo di un decreto legge del 2008 (“Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”) poi convertito in legge nello stesso anno e modificato da una serie di normative nel 2009.
In sostanza, si chiede di abolire la possibilità di dare la gestione dei servizi idrici a privati attraverso gara o a società a capitale misto (con almeno il 40% privato, scelto attraverso gara) mediante affidamento diretto. Il comitato promotore ha chiesto oggi al governo una moratoria che rimandi gli affidamenti dei servizi idrici fino alla data di svolgimento del referendum e alle amministrazioni locali di “non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi”.
Il governo ha sempre ribadito che la proprietà dell’acqua resterà pubblica.

(Reuters)