La discografia all’attacco dell’industria del porno

Una delle più floride aree del settore “Entertainment & Media”, ovvero l’industria del porno, sta per essere attaccata da un comparto in sofferenza, cioè la discografia. La ragione? L’utilizzo illecito, all’interno di film per adulti, di musica e brani non autorizzati. In particolare Warner ha guidato il drappello delle major musicali in una causa intentata contro una società della Florida, la RK Netmedia, autodefinitasi “Il migliore sito di reality-porno del mondo”. La RK Netmedia, tra le cui proprietà online si annoverano anche realitykings.com e inthevip.com, è specializzata in reality show pornografici, che hanno luogo in feste private o night club. Il problema è che i film, poco inclini ai dialoghi, ricorrono in modo estensivo alla colonna sonora del locale, solitamente a base di grandi successi suonati in originale. L’aggravante: in diversi casi gli attori cantano le parole di quei pezzi che, per titolo o per tema, sono affini alla situazione. Qualche esempio? “Sexyback” d Justin Timberlake, “I kissed a girl” di Katy Perry, “Don’t stop (Til you get enough)” di Michael Jackson. La RK rischia di pagare danni per decine di milioni di dollari, dato che all’utilizzo non autorizzato della musica si soma anche il potenziale danno di immagine arrecato dll’abitudine al “li psync” dei porno attori. Il legale della società Marc Randazza ha anticipato che la linea difensiva invocherà il cosiddetto “fair use”, assumendo che un reality show non può che ‘assorbire’ i suoni del luogo dove l’azione si svolge, inclusa la musica suonata in un night club.

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