Lazio, Reja: “Lotteremo per la Champions”

AURONZO DI CADORE, 19 luglio – Ha uno spirito positivo. E l’entusiasmo di un ragazzino. Per zio Edy la Lazio è una sfida emozionante, quasi come scalare il Passo delle Tre Cime in mountain bike. Non riesce a stare fermo neppure nelle brevissime pause tra un allenamento e l’altro della Lazio, figuriamoci quando concede un giorno di riposo. E’ ac­caduto ieri, ma la pioggia ha rovina­to i suoi piani. Voleva arrivare in bi­ci a Cortina (30 chilometri sola an­data) per assistere all’amichevole della Fiorentina, il traffico e il fon­do stradale bagnato lo hanno dissua­so. Aspetta che sua moglie Livia gli porti la sua bici per aggredire la sa­lita sino al lago di Misurina. E’ un burbero buono, qualche giorno fa ha “pettinato” al contrario un tifoso che con troppa insistenza gli chiede­va di entrare in campo a fine allena­mento.

E’ un friulano dalla scorza dura e dal sorriso dolce: quando parla sem­bra tenero, ma si esprime con chia­rezza e si fa rispettare. Ieri, dopo una settimana di lavoro, ha spiega­to tutto: gli piace questa Lazio, vuo­le conservarne lo spirito, spera che il caso Kolarov sia risolto in fretta, si augura la conferma di Ledesma, non è molto convinto (per motivi di­versi) degli acquisti di Pintos e Gon­zalez. Ha detto tutto con dolcezza, ma lo ha detto. Nel modo migliore per non far arrabbiare Lotito. E ie­ri sera, alla festa di Auronzo, ha sa­lutato i tifosi con una promessa: «Lotteremo per la Champions». Qual è il bilancio di Reja dopo la prima settimana di ritiro? «Il gruppo sta funzionando alla grande, questo è importante. I ragazzi sono entusia­sti del lavoro che stiamo proponendo. Nella prima settimana il lavoro è stato soprattut­to fisico, stiamo adottando dei carichi per potenziare la muscolatura, ma sempre man­tenendo uno stretto contatto con il campo. Da domani ci sarà una maggiore attenzione all’aspetto tattico, anche se da questo punto di vista, la squadra ha già metabolizzato dei meccanismi. A parte Gonzalez e Pintos, gli uomini sono gli stessi della scorsa stagione».

Reja vorrebbe già una Lazio al completo? «Siamo appena all’inizio, abbiamo lavo­rato una sola settimana. E’ normale che sia così, la squadra è la stessa di prima, Kolarov non l’abbiamo sostituito. E’ da un mese che sembra sia partito, ma invece ancora non è così, non l’abbiamo ancora sistemato, mi au­guro che arrivi presto una decisione. O va via o resta. E’ chiaro che se dovesse essere ceduto, in quella zona sinistra del campo ho bisogno di un’alternativa. Posso impiegare Zauri da quella parte, una validissima alter­nativa, un jolly. Ma per sostituire Kolarov avrei bisogno di un esterno più specifico. Luciano può fare il terzino di una difesa a quattro a sinistra oppure a destra, può gio­care nei tre centrali, si può impiegare in mille modi. Qualcuno sicuramente arrive­rà, ma non voglio che vengano acquistati calciatori se non ne escono altri. Attualmen­te siamo in 26- 27, qualcuno ancora dovrà andare via, perché non voglio ritrovarmi con 30 giocatori. Io l’ho già detto: vorrei un gruppo di venti giocatori più due Primave­ra».

Ledesma rischia di restare in scadenza di contratto. «Sapete bene la considerazione che ho del calciatore, ma queste sono situazioni in cui io non posso entrare. Posso solo sottolinea­re che mi piacerebbe venisse tutto risolto, di sicuro situazioni come quelle dello scorso anno qui non si ripeteranno. Non mi piaccio­no gli equivoci, anche se ho il sentore che la società abbia dato la sua disponibilità, pro­ponendo un contratto a lunga scadenza. Io parlo di fiducia, non di importi o entità del­le cifre».

Uscite a parte, che tipo di acquisti ha chiesto in entrata? «Cerchiamo una punta di peso che possa sostituire Cruz, un sostituto di Kolarov se dovesse essere ceduto ed un altro centrocampista. Di che tipo? Uno che sappia fare la doppia fase, che abbia una struttura fisi­ca importante e doti tecniche che ci faccia­no crescere».

Uno come Kevin Prince Boateng… «E’ un calciatore che gioca da metà cam­po in avanti, è consistente, vede la porta, ha una grande struttura fisica. Si parla anche di Hernanes, che è un giocatore diverso, più tecnico. Sono entrambi giocatori di un cer­to valore che potrebbero farci comodo, ma poi ci sono anche altre tre o quattro soluzio­ni alternative».

La Lazio punta forte sul rilancio di Zara­te. Come sta? «Devo dire che si è presentato con grande voglia, sta lavorando alla grande, è conten­to di quello che facciamo, si vede che è tornato a divertirsi. Non c’è stato un solo alle­namento in cui non abbia dimostrato atten­zione. Sul finire dello scorso anno, come di­re, a volte era svogliato. Deve acquistare concretezza, cattiveria sotto porta, cercando più il gol del colpo a effetto. Magari si diver­te di più a mandare in porta i compagni, spesso dopo aver saltato due avversari, in­vece di tirare, cerca il terzo. Se riesce a di­ventare più concreto, si trasforma in un at­taccante straordinario, perché le sue fiam­mate, con quella velocità, ce l’hanno in po­chi. Deve trasformarle in gol».

Corrieredellosport.it