Via Poma, parla l’unico imputato per l’omicidio di Simonetta Cesaroni, Raniero Busco: “La mia vita si è fermata”

Roma, 19 lug. “Per me qui è una sofferenza, la mia vita adesso si è fermata. Non mi sento tranquillo, tranquillo è difficile, ma ho fiducia. Mi sembra tutto così assurdo, non ho dato alcun morso a nessuno e comunque siamo arrivati alla 13esima udienza e mi sembra che di prove concrete e certe non ce ne sono. E’ tutto basato su ipotesi che non fanno altro che aumentare i dubbi che già ci sono”. Ha detto così Raniero Busco, unico imputato nel processo per l’omicidio di Simonetta Cesaroni, avvenuto il 7 agosto del 1990, in via Poma, a Roma. Busco poi ha aggiunto: “Io non ho fatto niente, la mia forza è l’innocenza. Penso che sia tutto così assurdo, le ricostruzioni sono tutte basate su delle ipotesi. Penso si stia andando a senso unico”. Nell’aula bunker di Rebibbia, oggi, è stata la volta dei consulenti medici nominati dalla Procura che hanno spiegato di ritenere “certo” che il seno sinistro di Simonetta Cesaroni sia stato morso; ci sono i segni tipici dell’incisività dei denti. E la lesione è “compatibile con l’arcata dentale di Busco”. A ribadire il concetto sono stati il direttore dell’obitorio dell’istituto di medicina legale dell’università La Sapienza, Ozrem Carella Prada, i medici odontoiatri Domenico Candida e Paolo Dionisi, e il capitano del Ris Claudio Ciampini.

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