Golfo del Messico, il petrolio sulle spiagge fa crollare il mercato immobiliare

La marea nera non sta distruggendo soltanto l’eco sistema del Golfo del Messico. Anche il mercato immobiliare, dalle coste della Louisiana a quelle della Florida, sta subendo conseguenze drammatiche. Nick Wilmott, presidente dell’associazione degli agenti immobiliari di Baldwin County, guarda sconsolato il petrolio depositarsi sulla spiagge di Gulf Shores, in Alabama. “Questo è il problema”, dice al New York Times. “Come facciamo a vendere una casa quando il cliente si affaccia dal balcone e vede questo disastro?”.

Le vendite di condomini e case sulla spiagge sono crollate dalla fine di aprile, dopo l’incidente alla piattaforma Bp e la fuoriuscita dal pozzo nel Golfo del Messico di migliaia di barili di petrolio al giorno. Il valore delle proprietà è in picchiata e gli appartamenti affittati sono la metà rispetto alle estati passate.

Secondo alcuni studi, il valore degli immobili lungo la costa del Golfo, precisamente dalla Louisiana alla baia di Clearwater in Florida, prima dell’incidente di Bp era di almeno 4,3 miliardi di dollari. Ora sarebbe sceso del 10% e dovrebbe restare a questo livello per i prossimi sette anni.

Il mercato immobiliare nella costa del Golfo del Messico aveva subito già un durissimo colpo con lo scoppio della bolla nel 2008, quando prezzi e vendite erano scesi di almeno la metà. Ma c’era stata una ripresa: l’anno scorso il comparto si era sollevato del 30 per cento e nei primi quattro mesi del 2010 il trend aveva continuato a migliorare. Fino ad aprile: l’esplosione della piattaforma Bp ha cambiato tutto. A giugno il valore dei condomini e delle vendite di case è sceso di 21 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

America24