P3, inchiesta di Repubblica nel quadro degli appalti sull’eolico: “Da Carboni a Verdini un milione di euro”

Roma, 20 lug. Oggi in evidenza in prima pagina su Repubblica nuove indiscrezioni sull’inchiesta P3 e sulle carte dell’accusa. Secondo il quotidiano, i dati in mano agli inquirenti indicherebbero l’esistenza di una “contabilità parallela per effettuare almeno “quattro operazioni sospette”” nel quadro degli appalti per l’eolico in Sardegna. Questa “sorta di “cassaforte”” sarebbe stata creata da “Flavio Carboni e la sua organizzazione per finanziare il Palazzo”. I carabinieri del Ros avrebbero “in almeno tre circostanze identificato il beneficiario finale”. Così il quotidiano scrive: “parte di titoli finanziari veicolati dal Carboni, sono stati con ogni probabilità negoziati dal parlamentare Verdini Denis o da persone dallo stesso delegate”. Questi fondi sarebbero serviti inoltre “in base a quanto riferito dal Carboni” anche per “ottenere la nomina di soggetti a lui collegati in ruoli politici di rilievo”. Agli atti ci sarebbero i documenti relativi alle complesse operazioni bancarie che portarono “a una raccolta di somme di denaro” che sfiora il milione di euro, una telefonata di Verdini a Carboni al termine della quale il coordinatore del Pdl “conferma e ringrazia”, e le fotocopie degli assegni girati poi al “Credito cooperativo fiorentino Campi Bisenzio, istituto bancario – specificano gli investigatori – nel quale lo stesso Verdini riveste la carica di Presidente del consiglio di amministrazione”. Secondo il Corriere della Sera, nell’inchiesta sull’eolico e sulla ‘società segreta’ per influenzare la politica poi sarebbe spuntato un altro affare del faccendiere Carboni: una tangente da 30mila euro per partecipare all’appalto per la “riqualificazione delle Ferrovie Nord Milano” e un impegno a firmare contratti di consulenza per un totale di 900mila euro a chi doveva fare da mediatore: per i carabinieri di Roma è una situazione di “elevatissimo rilievo investigativo”.

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