Usa, Alvin l’anti-Obama imbarazza i democratici

Anche il sogno americano ha un limite, e quel limite si chiama Alvin Greene. Trentadue anni, disoccupato, accusato di un reato penale (aver cercato di mostrare a forza materiale pornografico a una studentessa universitaria) è l’ impossibile candidato democratico per il seggio del Senato della South Carolina.

Ha vinto le primarie del partito con 18 punti di vantaggio il mese scorso battendo un veterano democratico dello Stato, un ex giudice e nessuno sa come abbia fatto. Greene non ha un addetto stampa, non ha consulenti, non ha un portavoce, non ha manifesti elettorali, non ha mai fatto spot in tv, non ha un sito internet, vive con il padre, ottantunenne, il suo più stretto collaboratore nella campagna.

Non è finita: Greene non ha neppure un messaggio politico e se anche lo avesse non sarebbe comunque in grado di articolarlo: si esprime con un linguaggio bizzarro e in qualche caso assurdo, con strani tic di pronuncia e la tendenza a perdersi in periodi senza capo né coda. Il suo avversario ha speso quasi 200 mila dollari e aveva un esercito di volontari sul territorio, ma Greene ha stravinto.

Come? Le ipotesi sono molteplici e tra le più accreditate ci sono a. che il voto sia stato truccato e b. che i repubblicani abbiano votato in massa nelle primarie democratiche (lo Stato non limita il voto agli iscritti ai partiti) con il preciso obiettivo di imbarazzare i democratici. Greene dopo tutto calza a pennello nel ruolo dell’anti Barack Obama nello stato che ha lanciato la sua volata verso la Casa Bianca, due anni fa.

Descriverlo non basta. Bisogna ascoltare le sue parole. Al Guardia che gli chiedeva la sua ricetta contro la disoccupazione, ad esempio, ha risposto a tono. “Una cosa che creerebbe porti di lavoro sarebbe fare dei giocattoli a mia immagine, soprattutto in vista delle vacanze di fine anno. Bamboline. Io con uniforme dell’esercito, io con l’uniforme dell’aeronautica, io con il vestito elegante. Potrebbero fare bamboline di me e della mia macchina, soprattutto in vista delle vacanze, del Natale, per i bambini. Questa è una cosa che creerebbe posti di lavoro. Vedete, queste non sono cose che verrebbero in mente ad altre persone, ma è una cosa che potrebbe succedere davvero, mica è uno scherzo”.

Già. Tutto vero.

Che succederà a novembre? Nulla. Il seggio della South Carolina non è considerato a rischio per i repubblicani, che ricandidato il loro senatore Jim DeMint. Immaginare che possa perdere il seggio è fantapolitica e immaginare che possa perdere con Greene è assoluta fantascienza. Ma da qui al voto c’è molto tempo per Greene per consolidare la sua fama e continuare a imbarazzare Obama e i colleghi di partito. Domenica sera ha cominciato con il primo dibattito in diretta tv. “Dobbiamo riprenderci il Paese dalle mani dei terroristi e dei comunisti”, ha detto. Le sue parole sono cadute in un silenzio irreale nello studio televisivo.

Pier Paolo Bozzano – A24