Franca Valeri, l’attrice e comica compie 90 anni: Una vita tra cinema e teatro

ROMA – Buon compleanno a Franca Valeri, che sabato 31 luglio compie novant’anni, recitando quasi ogni sera le sue donne in caricatura, facendo progetti per il futuro, come attrice, autrice e regista, ovvero campionessa dell’umorismo e dell’intelligenza al femminile. Ai giornalisti che l’hanno avvicinata negli ultimi mesi, agli spettatori dei suoi tanti recital, è sempre apparsa in forma, nonostante vari acciacchi, pronta a dare a tutti la prova che il teatro fa bene soprattutto a chi lo fa. Attrice mimetica e autrice caustica è applaudita da una vita per le sue caratterizzazioni al femminile; è insomma un classico cine-teatral-televisivo nazionale e non delude mai.

Il suo nome d’arte è a tutti noto, ma quello vero pochi lo ricordano: Franca Maria Norsa, nata a Milano il 31 luglio 1920, ragazza colta e di buone letture, tanto che è la passione per il poeta francese Paul Valery a suggerirle quello che sarà per sempre il suo pseudonimo. Del resto la scelta di cambiare nome nasce anche da un flop a teatro con la tragedia ‘Caterina di Dio’; un insuccesso che si somma ad un altro smacco: quello di venir bocciata all’esame di ammissione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, l'”università degli attorì che laureò Gassman e tanti altri. In seguito, approda in teatro quasi per caso, dopo aver rivelato le sue doti satiriche nei salotti mondani e intellettuali milanesi, dove dà vita a personaggi ispirati al costume contemporaneo, fatto di frivolezze e ipocrisie, fedeli specchi di un ambiente borghese.

Il suo talento comico-satirico si segnala nella trasmissione radiofonica ‘Il rosso e il nero’, che fa da trampolino a molti futuri interpreti della commedia all’italiana. E’ qui che Franca Valeri per la prima volta fa conoscere al grande pubblico il personaggio della Signorina Cesira, che passando successivamente dalla radio alla televisione, diventa la Signorina Snob, nevrotica signora milanese, ritratto delle ipocrisie della borghesia contemporanea.

Il suo esordio teatrale risale al 1951, quando fonda il Teatro dei Gobbi con Alberto Bonucci e Vittorio Caprioli, (diventato poi suo marito), recita negli spettacoli ‘Carnet de notes n.1’ e ‘Carnet de notes n.2’, che proponevano una serie di sketch satirici sull’Italia che scopriva il miracolo economico. Nello stesso anno interpreta il suo primo film, ‘Luci del varieta”, di Alberto Lattuada e dell’esordiente Federico Fellini; seguono ‘Il segno di Venere’ (1955), ‘Il bigamo’ (1955), ‘Il vedovo’ (1959), ‘Parigi o cara’ (1962) e ‘Io, io, io… e gli altri’ (1965): tappe riconoscibili di una carriera in accelerazione, dove intreccia amicizie e collaborazioni con Vittorio De Sica e Alberto Sordi. Sempre con il Teatro dei Gobbi debutta in televisione nel 1954, dove la Signorina Snob si consacra fra le icone nazionali e dove nasce la fortunatissima Signora Cecioni (1960), la popolana romana perennemente al telefono con ‘mamma”. Da allora – e son passati cinquanta anni! – Franca Valeri è una presenza ricorrente nel cinema e nella tv.

Il grande schermo sfrutta le sue caratteristiche fisiche e di carattere, che per altre attrici sarebbero dei difetti; la tv amplifica il suo pubblico, per il quale diventa una presenza familiare. Ma non basta: legata alla Scala, dove ha maturato la sua passione per l’opera lirica, Franca Valeri si cimentata come regista di melodrammi, senza negarsi alla televisione (che a volte sembra non aver più bisogno di attrici di razza come lei). Nel 1995 è coprotagonista con Gino Bramieri della sit-com di Canale 5 ‘Norma e Felice’ e un anno più tardi con la fiction ‘Caro maestro’. Nel 2000 è accanto a Nino Manfredi in ‘Linda, il brigadiere e…’, fiction di successo di Raiuno, e del film tv ‘Come quando fuori piove’, diretto da Mario Monicelli. Nel 2001 è tra i protagonisti di ‘Compagni di scuola’ (Raidue). E’ inoltre autrice di commedie di successo, come: ‘Lina e il cavaliere’, ‘Meno storie’, ‘Tosca e le altre due’ e ‘Le Catacombe’, titoli che confermano uno stile di scrittura e di recitazione unici in Italia.

Ansa