Jovanotti versus Bondi: Botta e risposta sui proventi della canzone “Domani” dedicata alla raccolta fondi per l’Aquila

Non si è fatta attendere la risposta del ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, ai chiarimenti chiesti ieri pubblicamente da Jovanotti sui fondi per l’Aquila. Il cantautore aveva scritto una lettera aperta su “la Stampa” per sapere che fine avessero fatto i soldi raccolti dai 56 musicisti italiani, che all’indomani del terremoto incisero la canzone “Domani” per raccogliere denaro in favore delle popolazioni colpite. “I fondi sono sono nella piena disponibilità del commissario straordinario per la ricostruzione, il presidente della Regione Gianni Chiodi”, ha risposto oggi Bondi con un messaggio sul sito del dicastero.

Nessun ritardo da parte del ministero dunque. Bondi spiega come il problema siano “la definizione dei progetti e la stima dei tempi di realizzazione”, ha chiarito il ministro che parla della necessità di trovare altre risorse oltre a quelle “generosamente raccolte” dai musicisti. Il progetto era destinato alla ricostruzione del Teatro Stabile d’Abruzzo e del Conservatorio “Alfredo Casella”.

La risposta della musica italiana al disastro dell’Abruzzo fu velocissima, Jovanotti e gli altri artisti si riunirono appena due settimane dopo il sisma. “Ministro dove sono i fondi per l’Aquila?”, aveva chiesto ieri il cantautore ricordando gli 1,1 milioni di euro raccolti. “Soldi che sarebbero dovuti servire alla ricostruzione”, precisa Jovanotti spiegando che nella sua richiesta non c’era “nessuna polemica”, ma solo un “dovere della trasparenza nei confronti degli abruzzesi e di chi ha comprato il cd”.

Pace fatta dunque tra Bondi e Jovanotti, che più volte aveva chiesto al ministero a che punto fossero i lavori dovendo però scrivere una lettera sulla “Stampa” per ricevere una risposta. “E’ evidente, tuttavia, che in un’area pesantemente colpita dal sisma è difficile fare delle precise previsioni temporali”, conclude il ministro apprezzando comunque “i toni e la preoccupazione condivisibile rispetto alla destinazione dei fondi raccolti”

Apcom