Roma, uno squalo nel Tevere: verità o bufala?

Palermo ha la pantera e Roma lo squalo. Uno squalo nel Tevere o una bufala? È giallo attorno a una fotografia che è stata inviata via e-mail che ritrae una “pinna” nera nelle acque del fiume. «Sono un turista irlandese, stavo facendo ieri fotografie sul Tevere, quando ho visto qualcosa di strano muoversi sull’acqua del fiume», è scritto nella lettera di presentazione della fotografia e che ha la firma di un presunto William McGill.

Ma a scolorire il giallo dello squalo e portare la risposta verso la bufala, riporta Il Messaggero, c’è un elemento importante. La traduzione del cognome del mittente dell’e-mail della foto dello squalo sul Tevere, togliendo il Mc a McGill diventa “Branchia”. Questo, in italiano, significa infatti Gill e la branchia è tipica dei pesci. Come gli squali. La e-mail giunta nelle redazioni non ha alcun numero telefonico che consenta di verificarne l’attendibilità. Non è da escludere che si tratti di una bufala.

Diversi sono gli squali d’acqua dolce: alcuni di questi vivono negli estuari dell’Atlantico del Sud America, ma anche in Africa occidentale e in Asia. Squali d’acqua dolce si trovano anche nel fiume Tigri e in Portogallo. Sono circa 68 le specie esistenti nel mondo, per lo più razze, ma anche alcuni squali. Alcuni di loro sono «eurialini», ossia possono vivere sia in acqua dolce sia in acqua salata. Ma quello del Tevere per ora è solo una “pinna” che ha alimentato tanta immaginazione e forse una leggenda metropolitana estiva. Riscuotendo immediato riscontro su Facebook, con la pagina 1 milione di euro per chi cattura lo squalo del Tevere.