Cricca Economy, affari e disastri del capitalismo italiano

Esce oggi Cricca Economy (Edizioni Alegre), libro di Manuele Bonaccorsi, Angelo Venti e Daniele Nalbone. Oltre al racconto dei fatti relativi a Bertolaso, Anemone, Balducci, piscine e massaggi, si avanza una tesi ripresa dalla teoria di Naomi Klein: il terremoto dell’Aquila è un tassello del capitalismo dei disastri e in questo senso era atteso. Per questo, quella notte, gli imprenditori interessati alla ricostruzione ridevano.

La Cricca non ha la possente solidità geometrica di Tangentopoli, quando la corruzione era l’ ingranaggio essenziale del mantenimento in vita di un sistema economico, politico e sociale. Siamo piuttosto in presenza di una politica che non è più potere pubblico ma carriera privata e di un sistema imprenditoriale che cerca la strada più rapida per fare profitti. Questo libro ricostruisce l’intreccio di tali fenomeni e dei singoli personaggi, approfondendo il funzionamento della Protezione Civile di Bertolaso, la ricostruzione e gli affari dell’Aquila, i Mondiali di nuoto, la vicenda Finmeccanica, per arrivare alle cricche a venire che si annidano dietro la logica di governance dei Grandi eventi. Un fenomeno dal carattere strutturale: una Shock Economy all’italiana in cui proliferano le Cricche del capitalismo nostrano.

AUTORI

Manuele Bonaccorsi, giornalista di Left, ha lavorato per Liberazione e La Sicilia. È autore di Potere Assoluto (Edizioni Alegre, 2009), il primo libro inchiesta sulla Protezione civile di Guido Bertolaso.

Daniele Nalbone, giornalista di Liberazione, è autore di In prima persona (Edizioni Alegre, 2010), il libro sulle lotte dei comitati territoriali del Lazio.

Angelo Venti, direttore di site.it, dal 6 aprile 2009 si è trasferito nel cratere dove è responsabile del presidio di Libera. Nel 2010 ha vinto il Premiolino, «per aver diffuso documentatissime inchieste sugli appalti nella ricostruzione post terremoto».

Dall’ introduzione del libro:

«Utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali» nell’ambito di un «sistema di potere» nel quale, ai pubblici funzionari, «appare normale accettare e sollecitare utilità di ogni genere e natura da parte di imprenditori del settore delle opere pubbliche». La definizione più scientifica della “cricca”, cioè quel sistema di rapporti che hanno ruotato attorno alla Protezione civile diretta da Guido Bertolaso e che ha visto coinvolti, al di là di responsabilità penali ancora tutte da accertare, ministri e ex ministri – come Scajola o Lunardi – e addirittura importanti gerarchie vaticane, l’ha data la Corte di Cassazione quando ha deciso di trasferire il filone fiorentino delle inchieste a Roma. Un “sistema di potere” che si configura come una ragnatela, in cui i favori si intrecciano alla corruzione così da nascondere quest’ultima e mascherarla dietro appartamenti concessi gratuitamente, massaggi fisioterapici che assomigliano a frequentazioni poco morigerate, acquisti di case a “propria insaputa”, in un “burlesque” tipicamente italiano dove i personaggi ben presto si trasformano in maschere di sé stesse.

La “cricca” resterà nel linguaggio del nostro paese come riferimento a una stagione ambigua e grigia. Non siamo in presenza della possente solidità geometrica di Tangentopoli, quando la corruzione era l’ingranaggio essenziale del mantenimento in vita di un sistema economico, politico e sociale, cioè la Repubblica fuoriuscita dal dopoguerra e dall’ascesa del movimento operaio nel corso degli anni 70. Siamo piuttosto in presenza di una politica che non è più potere pubblico ma carriera privata e fonte di arricchimento; di un sistema imprenditoriale che cerca la strada più rapida per fare affari e profitti; di un vertice dello Stato privo di autorità e credibilità; di una “normalità” crescente dei fenomeni di corruttela soprattutto quando si mischiano a eventi di vita quotidiana; una crescente, e invisibile, influenza delle mafie. La “cricca” è un intreccio di tutti questi fenomeni, per questo motivo abbiamo scelto di rappresentarla tramite un Alfabeto, una legenda che descrivendo i ruoli e i comportamenti dei singoli personaggi (maschere di una rappresentazione tragicomica) cerchi di offrire una visuale di insieme. Allo stesso tempo, in questo libro verranno approfonditi alcuni degli elementi costitutivi della “cricca”: la Protezione Civile di Bertolaso, la ricostruzione e gli affari dell’Aquila, la vicenda Finmeccanica, i Mondiali di Nuoto, le cricche a venire che si annidano dietro la logica dei “grandi eventi”. E soprattutto cerchiamo di offrire una chiave di interpretazione che trascenda i singoli e specifici fatti ma che permetta di comprendere il carattere strutturale dei fatti che qui raccontiamo. Per questo facciamo ricorso alla teoria della Shock Economy propagandata efficacemente da Naomi Klein nel libro omonimo, un libro che abbiamo riletto dopo aver ascoltato le “risate” degli imprenditori alla notizia del terremoto e che abbiamo trovato di una sorprendente efficacia.

IlMegafonoQuotidiano