Manovra economica, associazioni ambientaliste sul piede di guerra

Giornate di fuoco e piazze romane gremite di proteste contro la manovra economica prevista dal Governo. Questo potrebbe essere il ritratto della Capitale in questo fine luglio. Dopo il sit-in della Confederazione italiana agricoltori che si è svolto a Piazza Montecitorio, le associazioni ambientaliste scenderanno in piazza il 23 luglio davanti al Ministero dell’Ambiente per denunciare il taglio del 50% alle risorse destinate ai parchi nazionali, già deliberati dal Senato e in discussione alla Camera, e che porterebbe “a black out o chiusura di molti parchi nazionali”. 
Ad aderire alla manifestazione: l’Unione per i parchi e la natura d’Italia,  394 (Associazione nazionale personale aree protette), Aidap (Associazione italiana direttore e funzionari aree protette), Aigae (Associazione italiana guide ambientali), Aigap (Associazione italiana guardie dei parchi e delle aree protette), Istituto Pangea, Wwf, Mountain Wilderness, Pro Natura e Italia nostra.

DICHIARAZIONI – “Sarebbe un grave colpo al patrimonio di biodiversità e al turismo naturalistico – lamenta la Lipu-Birdlife -,  alla paralisi dei Parchi se non alla chiusura di almeno metà di essi,  per non parlare dell’abbassamento delle difese immunitarie detenute dai Parchi italiani contro la distruzione di natura, con il rischio di esporre i preziosi territori protetti al cemento, alla speculazione e allo sfruttamento insostenibile delle risorse”.
Mentre Legambiente chiede al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo un “concreto segno di disponibilità politica in favore dei parchi che ripristini un fondo ministeriale da mettere a disposizione delle aree protette per integrare le risorse tagliate dalla manovra finanziaria. Non basta appellarsi al buon cuore del ministro Giulio Tremonti o alla sensibilità del capo del Governo, per salvare gli enti parco dall’estinzione servono risorse e un’attenzione politica che il ministro Prestigiacomo – prosegue Legambiente – dovrebbe dimostrare maggiormente, passando dagli appelli ai fatti concreti”.

LETTERA APERTA A NAPOLITANO – Per questo i presidenti e i direttori degli enti hanno sottoscritto una lettera aperta inviata dal presidente di Federparchi Gianpiero Samurri al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere che sia “salvaguardato il patrimonio naturalistico italiano dalla minaccia incombente di sostanziosi tagli conseguenti alla manovra finanziaria”. Nel documento viene denunciato un futuro drammatico per una parte essenziale dell’attività di tutela del patrimonio naturale nazionale: “Lo facciamo con piena consapevolezza e assoluto rispetto delle Sue prerogative – si legge nelle lettera-, che non consentono interventi sulle scelte di governo ma che, grazie all’altissima autorità morale e alla fondamentale funzione di garanzia nell’equilibrio tra le istituzioni, possono fornire alla comunità nazionale essenziali elementi di meditazione e giudizio in momenti delicati. E questo momento è, per i Parchi nazionali, delicatissimo e cruciale. Per svolgere questo ruolo essenziale – prosegue – i ventitré Parchi nazionali hanno complessivamente ricevuto dallo Stato, in passato, circa 52 milioni di euro l’anno. Una cifra pari al costo di un caffè per ciascun cittadino”. Cifra già insufficiente e che Tremonti vuole dimezzare, scrive Antonio Barone sul giornale “Terra”.

SPECIE A RISCHIO
– Intanto anche il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli ha annunciato l’adesione alla manifestazione: “Siamo nell’imminenza di un disastro ambientale senza precedenti che sta accadendo nel più totale silenzio e nella completa indifferenza del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che non ha mosso un dito per scongiurare questa catastrofe”, dichiara Bonelli. Come ricorda Barone nel suo articolo pubblicato su “Terra”, secondo il leader ecologista la manovra espone ad un “rischio mortale il nostro patrimonio naturale e la nostra cassaforte di biodiversità”. A  rischio il rispetto dell’articolo 9 della Costituzione: 57mila specie animali, più di 6mila specie del patrimonio vegetale che rappresentano circa il 50% della flora europea, e di cui il 13% è costituito da specie esclusive del nostro Paese.