Milionari nel mondo, in tempo di crisi i ricchi sono sempre più ricchi

Oggi ci occupiamo di milionari, categoria che nelle ultime settimane si è guadagnata l’ onore delle cronache, naturalmente per questioni legate al denaro. Riprenderemo così, in queste note, alcune notizie apparse sulla stampa internazionale e nazionale sia sull’ andamento della dinamica dei loro patrimoni nel periodo recente, sia su cosa essi hanno intenzione di fare con i loro soldi, con riferimento a questa seconda questione almeno per quanto riguarda alcuni fra i più illustri e più ricchi membri della categoria, in particolare statunitensi.

In relazione al primo tema accennato, possiamo sostanzialmente e finalmente tirare un lungo sospiro di sollievo. Nel 2008, complice la crisi in atto, il numero dei milionari in dollari era diminuito un po’ in tutto il mondo e la loro ricchezza media era stata intaccata a causa delle ben note difficoltà; tutti apparivano molto preoccupati per tali infausti ed imprevisti sviluppi. Ma le notizie relative al 2009, ora disponibili, sono invece molto più confortanti e ne siamo certamente più sollevati. Cominciamo intanto con il ricordare che, secondo la definizione data nel rapporto annuale sulla questione – il Merryll Lynch Capgemini world wealth report – si definisce come milionario chi possiede un patrimonio di almeno un milione di dollari al netto però della casa in cui abita. Il criterio quindi non appare molto restrittivo. Persino alcuni dei nostri lettori faranno probabilmente parte, dunque, di questa fortunata categoria.

Ciò premesso – in estrema sintesi – nel 2009 nonostante il perdurare della crisi i ricchi sono diventati più ricchi. Grazie anche al miglioramento dei prezzi di borsa, nonché alla crescita dell’economia nei paesi emergenti, il numero dei milionari è intanto aumentato nell’anno del 17%, raggiungendo la cifra di circa 10 milioni, mentre invece la loro ricchezza complessiva è cresciuta anche di più, del 19% per la precisione, raggiungendo i 39 trilioni di dollari. Stiamo nella sostanza tornando rapidamente ai felici livelli del 2007, prima della crisi, mentre, ahimè, invece le condizioni di reddito dei meno privilegiati non è migliorata di molto nell’anno, anzi.

Passando ad un’ analisi più dettagliata, e prendendo in considerazione le varie aree geografiche, si può vedere come il numero maggiore di milionari continui a registrarsi negli Stati Uniti, con 2.870.000 fortunati, seguiti dal Giappone con 1.650.000 unità, dalla Germania con 861.000 mila e dalla Cina con 477.000 – i quattro paesi rappresentano da soli quasi il 60% del totale.

Il rapido avanzare di quest’ultima nazione asiatica nelle classifiche è la spia di un fenomeno più generale che è quello della crescita del peso dei paesi emergenti e di quelli asiatici sul totale. Così, i tre stati che hanno registrato la maggiore crescita nel numero dei ricchi nel 2009 sono stati, oltre alla Cina, e come era facile del resto immaginare, l’India e il Brasile, mentre il numero complessivo dei milionari asiatici è ormai pari ai 3 milioni di unità, avendo raggiunto e superato, sia pure di poco, quello degli europei altrettanto fortunati. Le loro ricchezze sono aumentate nell’anno di ben il 31%, molto quindi al disopra della media. Anche l’America Latina, peraltro, si difende bene. Meno favorevolmente è andata purtroppo per i paesi del Medio Oriente, toccati ahimè dagli erratici prezzi del petrolio nonché dalla ben nota crisi di Dubai. Ma siamo sicuri che tale area geografica non si abbatterà ed avrà modo di rifarsi presto, risollevando il morale dei numerosi sceicchi che rischiavano certamente molto.

Per nostra consolazione, la ricerca mostra che i ricchi italiani non se la passano poi male e che anche il loro numero – nonostante che l’ economia non vada proprio bene nel nostro paese- è cresciuto nell’anno, raggiungendo le 178.000 unità, mentre anche la loro ricchezza è aumentata. Brindiamo all’ evento. I nostri lettori saranno felici di apprendere anche che l’ Italia è, tra i paesi ricchi, uno di quelli che presenta i livelli più alti di disuguaglianza di redditi. Soddisfatti dei traguardi raggiunti nell’ andamento della ricchezza dei milionari, passiamo al secondo e correlato tema del nostro articolo, il possibile utilizzo di tali enormi concentrazioni di denaro.

La notizia di partenza è quella che Warren Buffet – uno degli uomini più ricchi del mondo, probabilmente il più ricco, al di là delle oscillazioni momentanee della sua fortuna – ha dichiarato che verserà progressivamente il 99% del suo patrimonio in opere di beneficenza, secondo una linea di azione che Buffet peraltro persegue con i fatti da molto tempo. Tale volontà è, comunque, in linea con una azione più vasta. In giugno il saggio di Omaha, come egli è anche noto, insieme a Bill e a Melinda Gates, hanno lanciato una campagna per persuadere i miliardari statunitensi a donare la gran parte delle loro ricchezze, spingendoli a scrivere una lettera in cui si impegnano a donare almeno il 50% dei loro tesori. Diversi tra i soggetti interessati hanno aderito all’iniziativa. L’idea ha preso forma, come apprendiamo dalla stampa, in una riunione segreta tenutasi a New York nel maggio del 2010 e alla quale hanno anche partecipato altri autorevoli esponenti del club dei superricchi, tra i quali D. Rockfeller, M. Bloomberg, l’attuale sindaco di New York, T. Turner, G. Soros.

Bill Gates, che è diventato una specie di missionario dell’ idea che i ricchi devono distribuire al resto dell’ umanità gran parte del loro patrimonio, sta girando il mondo per cercare di diffondere l’ idea e sembra che egli abbia trovato diversi proseliti in Cina ed in India. Naturalmente non possiamo che tessere le lodi delle iniziative in atto e di cui abbiamo sinteticamente riferito; ci sia permesso comunque di ricordare due questioni. Intanto non possiamo nascondere che saremmo contemporaneamente molto più felici se le società umane fossero organizzate in modo da evitare che tali ingenti fortune possano essere in qualche modo accumulate. Ci aspettiamo peraltro, da un momento all’ altro, l’annuncio anche da parte di Silvio Berlusconi dell’adesione alla campagna di Buffet e Gates, meravigliati anzi dal fatto che il nostro presidente del consiglio non lo abbia ancora fatto. ..

Vincenzo Comito – Finansol