‘ReMade in Italy’, l’associazione no-profit promuove il prodotto ecosostenibile italiano nel mondo

    ReMade in Italy” nasce nel 2009 come associazione no-profit per la promozione del prodotto Made in Italy proveniente dal riciclo dei materiali.

    Il progetto guida nasce nel 2003 con lo scopo di supportare le imprese italiane, e più in generale le imprese mondiali, nello sviluppo di prodotti di design provenienti dal riciclo dei materiali: dopo sei anni il progetto diventa un’associazione no-profit  con carattere internazionale che, fino ad oggi, opera proficuamente in Italia, Francia, Portogallo, Cile e Argentina. I prodotti riconosciuti da ReMade in Italy sono contraddistinguibili dagli altri attraverso un brand specifico, contenente tutte le informazioni sulle caratteristiche di ecosostenibilità, di riciclo, di risparmio sulle materie prime e di contenimento delle emissioni nocive durante la fabbricazione del prodotto.

    Per ottenere dall’associazione ReMade in Italy il riconoscimento e l’attestazione del prodotto come rispondente ai requisiti di ecosostenibilità richiesti, per un’impresa è sia necessario che soddisfacente il rispetto della normativa vigente in materia e, naturamente, la capacità di fabbricare un prodotto con tali caratteristiche.

    Il marchio ReMade in Italy che è stato fondato in cooperazione da Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano, il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) ed il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare, ha lo scopo di promuovere i manufatti prodotti da aziende italiane con caratteristiche di ecosostenibilità, materiale riciclato e riuso del materiale; il coordinamento scientifico e culturale delle aziende italiane che mirano alla produzione di tali manufatti attraverso il rilascio di certificazioni di qualità; la possibilità di offrire alle aziende produttrici un marchio che tuteli il loro prodotto sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale che del design; fornire informazioni utili al consumatore finale ed indirizzarlo verso un futuro fatto di consumo sostenibile, ed infine, naturalmente, promuovere il Made in Italy fuori dai confini nazionali.

    Emiliano Tarquini