P3, Verdini: “Bisogna vedere le motivazioni di Fini. E’ una richiesta largamente impropria. Non c’è alcun motivo per dimettermi”

Roma, 27 lug. “Bisogna vedere le motivazioni di Fini. E’ una richiesta largamente impropria. Non c’è alcun motivo per dimettermi”. Ha detto così rispondendo alle domande dei cronisti, Denis Verdini, ieri sera appena fuori il palazzo di giustizia della Capitale. Il coordinatore del Pdl è stato interrogato ieri per quasi 9 ore nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3 e il giro di corruzione sugli appalti per gli impianti di energia eolica da realizzare in Sardegna. Verdini ha poi proseguito: “Fini conosce questo procedimento giudiziario? Al momento io sono solo indagato, e vorrei ricordare che nel nostro Paese ci sono tre gradi di giudizio. In questa fase, quella istruttoria, viene dato molto spazio all’accusa, ma poi bisogna ascoltare la difesa. E questo vale per Fini e quelli come lui”. Si è tolto un peso?, è stato chiesto. “Non ce l’avevo prima e non me lo sono tolto. Sono tranquillo, soddisfatto”. “Ho aspettato a parlare, in tutto questo tempo. Per rispetto ai magistrati. Ma dico che in politica bisogna essere coerenti e con quello che si ha intorno”, ha detto ancora Verdini. Rispetto all’ultimo periodo il coordinatore del Pdl, ha aggiunto: “Se mi sono dimesso dal Credito fiorentino sono stato oggetto di una aggressione mediatica senza eguali. E senza dire che sui giornali si riportano imbrogli, cose non vere, dico che la verità va tutelata. Io e gli altri ci siamo tolti un problema. Sono state riportate inesattezze e conclusioni tratte in fretta”. “Adesso mi dedico alla politica – ha continuato Verdini – Quel che ho fatto oggi è un passo importante. Mi dite che sono stato indagato dalla Procura di Firenze, risponderò a tempo debito. Dico che ci dovrebbe essere il segreto istruttorio, voi lo violate e fate bene. Rifletto che nel nostro Paese tante categorie hanno diritti, e che il cittadino viene sballottato da una parte all’altra. Anche e soprattutto per questo dico meno male che c’è Berlusconi”.

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