P3, Verdini: “Mai saputo nulla di associazioni segrete, e Fini non mi ha tutelato”

Non ho mai saputo nulla di associazioni segrete“. Lo ha sottolineato il coordinatore del Pdl Denis Verdini, spiegando che l’incontro si svolse a casa sua “per un eventuale candidatura del giudice Miller”. Quindi “non capisco perché mi dovrei dimettere, non so cosa sia la P3, del nulla non posso parlare”.

“Mi dispiace che il presidente della Camera in forma generica non abbia tutelato un suo membro”, ha poi affermato Verdini definendo “sconveniente e sgarbato che mentre ero a fare un interrogatorio si è parlato di dimissioni. I giudici sono stati nei miei confronti corretti, io ho risposto alle domande, una parte è stata dedicata all’interrogatorio, una lunga parte alla trascrizione. Chi va a lavorare solitamente le sue nove ore se le fa, io ho fatto un tipo di lavoro diverso. E’ brutto però che il tutore delle Camere, la terza carica dello Stato, mentre un rappresentante delle Camere sta facendo questo lavoro ne chieda le dimisisoni”. “Anche a lui dico che oggi ho visto sui giornali delle cose equivoche, come se io venissi a chiedere cose su questo. Io ritengo che lui sia come me uno del quale si possa parlare, ma gli si deve dare anche la possibilità di rispondere. Il presidente della Camera – ha sottolineato ancora – non dovrebbe essere sgarbato nei confronti di un suo rappresentante, peraltro io l’ho votato, non vorrei che aprissero un’inchiesta…”.
Sulla decisione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti di commissariare il Credito cooperativo fiorentino, Verdini ha detto: “Nessun problema, fatti ordinari che rientrano nelle facoltà del ministro”. “Un atto dovuto – aggiunge – non c’è stato nessun colloquio con il ministro”.
Quanto al Pdl, a proposito dei rapporti con la minoranza, c’è “una situazione molto difficile e incomprensibile agli elettori. Quando non si perde mai e non c’è un’opposizione nasce all’interno della maggioranza un’opposizione. Certo è una situazione che non può durare in eterno, un chiarimento ci deve essere per forza. Se uno non si trova bene all’interno, è una decisione sua, non mia”.
Verdini ci tiene anche a precisare che “per me Dell’Utri è un amico fraterno, una persona per bene”. E ha aggiunto: “Io non ho scaricato proprio nessuno perché nulla c’è da scaricare e l’amicizia non intendo scaricarla né ora, né nell’interrogatorio né mai, perché è una questione che esula da questa storia”.
Poi l’attacco a Bocchino che “non è nelle condizioni politiche di muovere accuse a nessuno”. Immediata la replica: “Verdini ha perso la lucidità per proseguire nel suo lavoro, come dimostra la sua disastrosa conferenza stampa. Ha detto che un gip avrebbe chiesto provvedimenti nei miei confronti, cosa mai accaduta, e che il Pdl fece quadrato votando a mio favore su questioni giudiziarie, cosa anche questa mai accaduta. La pressione mediatico-giudiziaria lo rende incompatibile con il ruolo di coordinatore. Personalmente mi accontenterò delle sue scuse per le cose false che ha detto, senza strascichi contro chi ha già altri problemi”, ha dichiarato il vice presidente dei deputati Pdl.
Dal canto suo il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo – indagato per violazione degli art. 1 e 2 della legge Anselmi sulle società segrete – conferma l’intenzione di restare al suo posto: “Non ho commesso nulla, quando mi contesteranno un fatto mi dimetterò, ma siccome non ho commesso fatti scorretti, non ho commesso nulla, non mi dimetto”, dice ai cronisti in Transatlantico.
Il sottosegretario, inoltre, non pone alcuna obiezione all’eventuale voto di sfiducia nei suoi confronti che il Pd si appresta a chiedere di calendarizzare alla Camera: “Non ho nessuna contrarietà a che si discuta, così almeno parleremo dei fatti. E sia chiaro: io non ho commesso nulla. Quando mi contesteranno un fatto che ho commesso, anche solo scorretto, allora risponderò. Ma di fatti non ce ne sono”.
Caliendo sarà interrogato venerdì prossimo dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pubblico ministero Rodolfo Sabelli. Oggi l’avvocato Paola Severino, che assiste il sottosegretario, ha avuto un breve incontro con Capaldo, concordando l’interrogatorio che si terrà negli uffici della Procura della Repubblica in piazzale Clodio. Al centro del colloquio ci sarà tra l’altro l’incontro che il 23 settembre dello scorso anno si tenne nell’abitazione di Denis Verdini, all’Ara Coeli con la partecipazione di Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, considerati i promotori della “P3”. Presenti anche il senatore Marcello Dell’Utri e i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller.
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