Maria Gabriella Podestà, ex-moglie di Sandro Bondi rivela: “Mio marito mi picchiava. E’ un uomo che ha sempre cercato solo il potere”

Il ministro della Cultura Sandro Bondi “è un uomo che ha sempre cercato solo il potere. Se glielo avessero offerto a sinistra, sarebbe tornato lì”. Ma è anche una persona con problemi psicologici, “per tutta la vita succube dei genitori e adesso della nuova compagna” (la deputata del Pdl Manuela Repetti) dopo essere stato un marito infedele e violento, oltre che (tuttora) un padre assente.

A lanciare queste accuse in un’intervista alla giornalista Marianna Aprile di ‘Novella 2000’ è l’ex moglie del ministro, Maria Gabriella Podestà, 52 anni, che si è sposata con Bondi nel ’94 (ma erano compagni di classe molti anni prima, a Villafranca, in Lunigiana) e da cui si è da poco separata legalmente, ancora in attesa di divorzio.

‘Sono incazzata nera’, premette l’ex signora Bondi all’inizio della chiacchierata e il seguito, in effetti, dimostra che è vero.

Secondo la Podestà, nei primi anni Bondi è stato un buon marito, anche se per diverso tempo si sarebbe fatto mantenere da lei non avendo uno stipendio. Poi, qualche anno dopo, la svolta, che secondo l’ex moglie coincide con il trasferimento ad Arcore, quando Bondi decide di votarsi a Berlusconi. Da quel giorno, dice la Podestà, “mi metteva sotto il naso indizi di storie coniugali, come gli scontrini dello Chanel numero 5 che regalava alle sue amiche”. Fino al momento in cui avrebbe addirittura portato la moglie in vacanza a casa di una sua amante, con tanto di tradimento notturno scoperto in flagranza.

Dall’autunno del 1998, secondo l’ex moglie del ministro, le cose sarebbero precipitate, con tanto di violenze domestiche, schiaffi e punizioni.

Successivamente, dice la Podestà, Bondi avrebbe addirittura avuto di fatto due vite parallele: una a Roma con la Repetti e “una con noi nel week end, quando faceva finta di stare nella famigliola modello, perché lui vuole dare sempre un’immagine perfetta di sè”.

Infine, il capitolo del figlio che Podestà e Bondi hanno avuto prima della rottura: secondo l’ex moglie, il ministro l’avrebbe sempre trascurato ed è inadempiente anche dal punto di vista legale, perché ignorerebbe i termini di frequentazione stabiliti in sede di separazione. Sempre secondo la Podestà, al momento sono oltre due mesi che Bondi non vede il figlio e si farebbe vivo solo con qualche sms.

Per quanto riguarda l’attività politica del marito, Podestà parla di un uomo interessato solo al potere (“lo ha sempre cercato”), che vive in una totale sudditanza verso Berlusconi (“Per questo mi aveva portato a vivere in quell’orribile appartamento di Arcore”) e gelosissimo di Maria Vittoria Brambilla, al punto da cadere in depressione quando si era parlato di lei come coordinatrice di Forza Italia. Tuttavia, secondo l’ex moglie, in Bondi non ci sarebbe alcun ideale, perché “se gli avessero offerto il potere quelli di sinistra sarebbe ritornato lì”. Infine, una nota velenosa anche sulle poesie di cui il ministro è autore: “Non sono spontanee e non mi sono mai piaciute…”.

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