Ultimo a vedere la vittima; ciocche di capelli recise al cadavere, secondo una pratica alla quale l’indagato era aduso; coperture familiari ”ferree” che gli hanno consentito a lungo di farla franca: e’ questo il quadro indiziario ”grave” finora raccolto dalla magistratura di Salerno – mentre altre indagini sono ancora in corso – a carico di Danilo Restivo, l’uomo di 38 anni sospettato di aver ucciso la studentessa Elisa Claps, scomparsa il 12 settembre 1993 a Potenza ed il cui cadavere e’ stato ritrovato il 17 marzo scorso nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinita’ del capoluogo. Restivo e’ detenuto dal maggio scorso nel Regno nel Regno Unito, perche’ sospettato di un altro delitto, quello della sarta inglese Heather Barnett, per il quale sara’ processato a partire dal 24 settembre. Il quadro indiziario a carico di Restivo per l’omicidio Claps e’ delineato dai pubblici ministeri di Salerno Rosa Volpe e Luigi D’Alessio – secondo quanto apprende l’ANSA – nel decreto con il quale hanno disposto la perquisizione dell’abitazione dei genitori di Restivo, Maurizio e Maria Rosa Fontana, eseguita a Casa Santa di Erice (Trapani) il 27 luglio scorso dalla polizia.

ULTIMO AD AVER INCONTRATO LA VITTIMA – Gli inquirenti scrivono che la studentessa potentina ”il giorno 12 settembre 1993, in cui scomparve, ha da ultimo incontrato proprio l’indagato nei locali della Chiesa della Santissima Trinita’ di Potenza”. La giovane Elisa – aggiungono i magistrati – ”da quel giorno non e’ stata piu’ vista sino al 17 marzo 2010, allorquando i suoi resti mortali sono stati rinvenuti occultati nei locali del sottotetto della Chiesa dove da ultimo Danilo Restivo ebbe ad incontrala”. Gli inquirenti, dunque, ritengono di aver raccolto elementi per non dare ulteriore rilievo, e dunque per considerare superate, le testimonianze di almeno tre persone che hanno sostenuto nel corso delle indagini di aver visto Elisa Claps in un orario successivo a quello dell’incontro con Restivo. Sul punto e’ fin d’ora prevedibile uno scontro processuale tra accusa e difesa: Mario e Stefania Marinelli, difensori di Restivo, hanno, infatti, sempre indicato quelle testimonianze come prova evidente dell’innocenza di Restivo.

IL TAGLIO DI CIOCCHE DI CAPELLI AL CADAVERE – “I primi accertamenti sui resti del cadavere di Elisa – scrivono i pm nel decreto di perquisizione – consentono di ricondurre ulteriormente il fatto delittuoso all’indagato avuto riguardo alle condizioni del cadavere e, in particolare, essendosi accertato che la vittima subi’ il taglio di ciocche di capelli, pratica cui era aduso il Restivo”, sulle cui abitudini e ”sull’interesse che il medesimo nutriva per la giovane vittima” sono state acquisite ”numerose testimonianze”.

LE ”FERREE COPERTURE” FAMILIARI – ”Risulta acquisito agli atti – scrivono i pm Volpe e D’Alessio – che l’indagato e’ riuscito a sottrarsi nel corso degli anni alle indagini anche in virtu’ delle ferree coperture che in ambito familiare gli sono state sempre assicurate, sia mediante l’allontanamento da Potenza, prima per varie localita’ italiane e poi per l’Inghilterra, sia mediante l’utilizzo di sistemi di comunicazione estremamente riservati”. I genitori di Restivo – a lungo residenti a Potenza e poi trasferitisi in Sicilia, loro terra d’origine – hanno mantenuto un atteggiamento schivo e non hanno mai trovato riscontro le accuse a Maurizio Restivo, ex direttore della Biblioteca nazionale di Potenza, di essersi adoperato per far guadagnare l’impunita’ al figlio. Al di la’ delle decisioni della famiglia di allontanare Danilo da Potenza, gli inquirenti danno rilievo a almeno due particolari: un colloquio a quattr’occhi avvenuto tra padre e figlio, in casa Restivo, nelle ore immediatamente successive alla scomparsa di Elisa Claps; ed il rifiuto della famiglia, il giorno successivo, di consegnare alla polizia gli abiti (mai sequestrati) che Restivo indossava quel 12 settembre 1993 e che erano macchiati di sangue perche’ – disse Danilo Restivo – egli si era ferito ad una mano cadendo in un cantiere di scale mobili in costruzione.

ESAMI SU MATERIALE SEQUESTRATO – Nel corso della perquisizione in casa Restivo, sono stati sequestrati numerosi supporti informatici – che sono ora esaminati dalla polizia postate – ed anche lettere scritte da Danilo ai genitori e alla sorella. Sono stati anche acquisiti, e sono ora all’esame dei pm – appunti legati all’interesse dei genitori per la vicenda processuale del figlio, compresa una piantina della Chiesa della Santissima Trinita’ di Potenza.

Ansa