BERLUSCONI-FINI / Verso una distensione? Segnali di un possibile dialogo

BERLUSCONI-FINI – Segnali di dialogo dopo giorni di scontro al calor bianco. “E’ possibile ritrovare l’unità se torna lo spirito costruttivo” ha scritto ieri Silvio Berlusconi.
Un segnale apprezzato da Futuro e libertà. E oggi i toni sono più soft, tanto che si parla di un abboccamento tra Niccolò Ghedini e Italo Bocchino. Colloquio smentito dagli interessati, che però si scambiano parole di distensione.
Il capogruppo di Fli alla Camera assicura che “da parte nostra c’è la volontà di lavorare insieme con tutto il centrodestra per proseguire la legislatura rispettando il programma di governo, sempre nel naturale alveo politico e culturale del centrodestra e in alternativa alla sinistra, con la quale non siamo alleabili. Questo percorso ha bisogno, per, come precondizione, che cessi la campagna mediatica contro il presidente Fini e che il Pdl desista dalla richiesta di dimissioni del presidente della Camera”.
“Berlusconi ha ancora una volta riproposto in termini costruttivi le vicende politiche che riguardano governo, maggioranza e Pdl” spiega Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. “E’ necessario che arrivi un appoggio sincero e convinto al governo da parte di tutti coloro che si definiscono maggioranza sui, 4, 5 punti programmatici che in prospettiva verranno preparati più dettagliatamente”. “Il premier ha proposto la questione in termini positivi. Ora è necessario vedere se qualcuno vorrà continuare su esercitazioni polemiche come in questi ultimi giorni o se invece prevarrà la linea del buon senso e della responsabilità”.
E il capogruppo Leghista alla Camera, Marco Reguzzoni afferma: “Se un certo numero di deputati non appoggia più il governo, è l’unica strada. Ma non è un esito scontato: i finiani ripetono di essere fedeli a governo e programma”. Intanto da Italiafutura, la fondazione di Luca Cordero di Montezemolo, giunge un affondo sul premier i cui risultati in politica sono “deludenti” e un invito a proseguire la legislatura: “Se la minaccia di elezioni si concretizzasse ci troveremmo di fronte ad una sconfitta per il paese e per la classe politica che lo ha governato, oltre che ad un atto di grave irresponsabilita’ dinanzi ad uno scenario economico ancora fortemente instabile”.

 Fonte: Agi