GOVERNO / Pdl e Lega, no al governo tecnico

GOVERNO – In attesa del documento in quattro o cinque punti sul quale Silvio Berlusconi dovrebbe tentare di ricompattare la maggioranza o in alternativa spingere Gianfranco Fini e i suoi alla rottura definitiva, il tema dell’ipotetica crisi di governo continua ad animare la polemica politica. Il fronte Lega-Pdl tiene, e il coordinatore leghista Roberto Calderoli spiega bene perché: l’unica cosa che potrebbe fermare l’attuazione del federalismo fiscale “è un governo che non lo vuole fare. Governo tecnico o allargato che dir si voglia”. Però bacchetta i continui scontri fra ultrà finiani e berlusconiani: “Gli attacchi di Bocchino e Granata sono l’equivalente degli attacchi de ‘Il Giornale'”, ma si gioca su “un terreno che, francamente, con l’interesse del Paese non ha nulla a che fare”.

Ottimista il ministro Pdl Renato Brunetta, il quale prevede che il gruppo finiano non reggerà lo scontro: “Chi si assume – dice – la responsabilità di troncare il cambiamento?”. Da Palermo, i ministri dell’Interno e della Giustizia, il leghista Roberto Maroni e il berlusconiano Angelino Alfano, rivendicano all’unisono i risultati della lotta contro la mafia e respingono l’ipotesi di un governo di transizione: “La Lega – dice Maroni – non è disponibile a un governo diverso da quello che è uscito dalle elezioni” e a votare, avverte, si può andare “in qualsiasi momento dell’anno”. Alfano cita l’articolo 1 della Costituzione sulla sovranità popolare: “Qualunque ipotesi che prevede che chi ha vinto le elezioni vada all’opposizione e chi le ha perse vada al governo è una violazione dell’articolo 1 della Costituzione”. Tra quanti hanno vinto le elezioni, però, i problemi non mancano: continua la guerra fra il Giornale di Vittorio Feltri e il presidente della Camera Fini, definito oggi ‘un habitué’ della casa di Montecarlo venduta da An e abitata dal fratello della compagna Elisabetta Tulliani. Feltri oggi accusa anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di “preferire i ribaltoni al popolo”, ma sullo scoop della presunta presenza di Fini a novembre a Montecarlo incassa la smentita di Farefuturo: “Per costruire false testimonianze – è la dura replica dal sito web finiano – bisogna saperci fare ed essere pignoli nei controlli”.

Fonte: Apcom