CINEMA / Atlantis Down, colossal di fantascienza girato in 13 giorni e senza budget

CINEMA – Il prossimo lancio dello shuttle è previsto per il 1 ottobre. Non da Cape Canaveral, ma da Portsmouth, in Virginia, dove il regista italiano trapiantato negli Stati Uniti Max Bartoli presenterà in anteprima mondiale il suo nuovo film, “Atlantis Down”.

Per il film di fantascienza che ha come protagonista la navetta della Nasa, sarà presente alla prima un parterre di stelle di Hollywood e un piccolo contingente di ammiragli della marina americana.

La trama di Atlantis Down si svolge nel futuro: nel 2015 il vecchio shuttle è ridotto a poco più di un taxi spaziale. In una delle sue missioni di routine un raggio di luce spegne la strumentazione di bordo lasciando alla deriva in orbita. Il protagonista è l’inesperto astronauta Travis Black che, da solo sulla navetta, si trova a giocare una sorta di partita a scacchi galattica per salvare il resto dell’equipaggio, catapultato misteriosamente in un lontano e letale deserto.

Suona come un colossal hollywoodiano, ma Atlantis Down è in realtà un film con un budget minuscolo. La sceneggiatura è firmata da Bartoli, Sam Ingraffia e Doug Burch e il film è prodotto da Ethan Marten, degli studios indipendenti Hampton Roads con sede in Virginia? In comune hanno una dote: quella di non spendere soldi inutilmente per fare un film. “Tutti e due – spiega Marten – sappiamo come trasformare un progetto da un centesimo in un film che vale cento dollari”.

Così nel 2009 hanno cominciato a lavorare a un’impresa quasi impossibile: girare un film di fantascienza da 90 minuti, con risorse estremamente limitato e solo 13 giorni di riprese. Non sono ammessi errori.

Una crew internazionale di 50 persone ha sposato il progetto, e tra loro c’è l’attore Michael Rooker, celebre per le sue interpretazioni di personaggi dalla psicologia disturbata (“Henry: Portrait of a Serial Killer”, “Days of Thunder”, “JFK”, “The Dark Half”, “Cliffhanger”) e Dean Haglund di X-files.

In perfetto stile indipendente anche le riprese non si sono svolte a Hollywood, ma in Virginia e in North Carolina. Bartoli ha contemporaneamente diretto, prodotto e montato la serie TV in otto episodi “Atlantis Rising: the making of Atlantis Down”, che racconta il dietro le quinte della realizzazione di un film.

Se “Lost in La Mancia” raccontava l’impresa impossibile di Terry Gilliam di girare un film in Spagna su Don Chisciotte, “Atlantis Rising: the making of Atlantis Down” racconta la missione ambiziosa ma affrontata con molto realismo e razionalità di girare in pochi giorni un lungometraggio ambientato nel 2025. Complimenti a Max e Ethan. Mission accomplished!

America24