GOVERNO / Berlusconi, il premier presenta i punti su cui chiederà la fiducia in Parlamento. E avverte: “Non accetteremo trattative. Se non ci sarà la maggioranza andremo alle urne entro dicembre”

Il premier Silvio Berlusconi

GOVERNO – “Rispetto della volontà del popolo, non si può giustificare in alcun modo un governo degli sconfitti nelle elezioni”. E poi attacco a una “minoranza di magistrati, ispirati da teoremi politici, che dal 1994 vuole sovvertire i governi legittimamente scelti dal popolo”. Al termine del vertice del Pdl, durato quasi sei ore a palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi ha illustrato sia i punti (erano quattro annunciati, sono diventati cinque) sui quali chiederà il rinnovo della fiducia alla sua maggioranza, finiani compresi. E ha confermato le tesi che sottendono all’azione del suo governo a proposito della giustizia e della costituzione “materiale” che non deve permettere alcun tipo di ribaltone in Parlamento. In sintesi: o i punti programmatici avranno una congrua maggioranza, oppure sarà necessario andare alle urne.”
Ecco i cinque punti chiave del programma di rilancio dell’azione di governo “da realizzare nei restanti tre anni della legislatura”, sul quale “verrà chiesta la fiducia in Parlamento”, elencati in un lungo documento di dieci pagine lette dal premier:
federalismo
riforma fiscale con riduzione della pressione fiscale complessiva e revisione delle imposte che “progressivamente diminuiranno”
– piano per il Sud: rilancio dei lavori pubblici con il ponte sullo Stretto e il completamento della Salerno-Reggio Calabria; banca del Sud per il finanziamento delle piccole realtà imprenditoriali
giustizia: riforma complessiva della giustizia civile e penale con il “giusto processo”, processi più veloci e separazione delle carriere dei magistrati; tutela giudiziaria per le alte cariche dello Stato; riforma costituzionale del Consiglio superiore della magistratura; approvazione “al più presto” del ddl intercettazioni, anche se, ha detto Berlusconi, “con questa legge il problema delle intercettazioni non si risolve affatto”
sicurezza: lotta “senza tregua” alla criminalità organizzata, proseguimento del dispiegamento dei militari nelle grandi città; respingimento degli immigrati illegali.
Se su questo programma, “sul quale non accetteremo trattative come avvenuto in passato”, il governo non otterrà la fiducia, Berlusconi ha detto di “essere pronto alle elezioni, anche a dicembre“. Il presidente del Consiglio ha detto di attendersi “una maggioranza non risicata” sul documento e comunque di non temere le urne: “Se ci fossero le elezioni, l’alleanza Pdl-Lega otterrebbe un grande risultato con percentuali oltre il 50%”. Se non c’è la maggioranza si può votare entro dicembre? gli è stato chiesto. “Assolutamente sì – ha risposto Berlusconi – Ogni tempo in più sarebbe tempo perso, negativo per il Paese”.

A una domanda sui finiani di Futuro e libertà, Berlusconi ha risposto: “Sono rimasti nel Pdl. Non crediamo di dover svolgere una campagna acquisti nei confronti di chi rimane nel nostro partito. Né io né i miei collaboratori abbiamo fatto una sola telefonata all’indirizzo di questi parlamentari. Inoltre da parte nostra non c’è mai stata volontà di incentivare la campagna contro Gianfranco Fini”.

Fonte: Corriere.it