MEDICINA / Malattia rara pelle, scoperto gene. Team internazionale condotto dall’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma

MEDICINA – Il gene responsabile di una malattia rara che colpisce la cute, i capelli e l’apparato pilifero è stato individuato in uno studio condotto dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con l’Istituto Mendel, l’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi), l’Istituto di genetica di Berlino, il Reparto di dermatologia dell’università di Tlemcen (Algeria) e l’università di Marsiglia. I risultati della ricerca sono stati pubblicati dalla rivista ‘The American Journal of Human Genetics’, organo ufficiale della Società americana di genetica umana, sul numero di agosto.
La scoperta – riporta una nota – riguarda un nuovo gene responsabile di una delle 200 forme di displasia ectodermica. La malattia su cui i ricercatori si sono concentrati è nota come sindrome da displasia ectodermica-sindattilia (cioe’ la disfunzione dello strato piu’ esterno dell’embrione da cui origina l’epidermide, associata alla fusione cutanea delle dita) che, secondo quanto dimostrato dallo studio, origina dalla mutazione del gene PVRL4, che codifica una molecola di adesione, la nectina-4. Lo studio è stato eseguito su due famiglie, una algerina e una italiana.
La displasia ectodermica-sindattilia – spiega la nota – e’ una malattia dermatologica molto rara, identificata fino a oggi in pochissime famiglie al mondo. E’ una sindrome caratterizzata dall’associazione tra le anomalie dei capelli e dei denti, con alopecia e sindattilia cutanea. Per individuare il gene responsabile di questa condizione, che è trasmessa da genitori portatori sani del gene-malattia e si esprime nelle persone che ricevono due copie del gene mutato, è stata utilizzata la mappatura per omozigosità su una famiglia consanguinea di origine algerina. Attraverso questa analisi è stato possibile dimostrare che tutti i pazienti di quella famiglia condividevano una regione sul cromosoma 1q23, diversa da quella presente nei familiari non affetti. All’interno della regione d’interesse sono localizzate alcune dozzine di geni.
Tuttavia – prosegue la nota – l’analisi basata sulle caratteristiche funzionali dei geni contenuti nella regione ha ridotto significativamente il numero di quelli potenzialmente ‘candidati’ alla malattia. In particolare, è stata sequenziata ed è stata identificata una mutazione omozigote nel gene PVRL4, che codifica per la nectina-4, una molecola di adesione. Questo risultato e’ stato confermato su una famiglia italiana, in cui era affetti una coppia fratello-sorella, nei quali la malattia era dovuta a due mutazioni diverse (omozigoti composti).
Lo studio ha permesso anche di dimostrare che la nectina-4 è fortemente espressa nei follicoli dei capelli e che negli embrioni di topo si localizza soprattutto nella cute che separa le dita. La ricerca ha infine permesso di identificare la seconda malattia umana causata da una ‘nectinopatia’.
Il primo esempio aveva riguardato un’altra forma di displasia ectodermica, associata a labiopalatoschisi (CLPED1 o sindrome di Zlotogora-Ogur) causata da un’alterata funzione di un altro gene, la nectina 1.

Fonte: Adnkronos