LAVORO / Fiat, l’azienda risponde agli attacchi dei sindacati: “Le misure adottate nei confronti dei 3 operai di Melfi sono legittime”

L'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne

LAVORO – La Fiat Sata di Melfi ” fiduciosa che il Tribunale di Melfi, nel giudizio di opposizione, saprà ristabilire la verità dei fatti, ribadisce la ferma convinzione che siano pienamente legittimi i provvedimenti adottati nei confronti dei tre lavoratori licenziati e poi reintegrati dal giudice del lavoro. Lo afferma la società in un nota in cui sostiene di aver “doverosamente eseguito” il provvedimento di reintegro emesso dal Tribunale di Melfi.
I tre operai licenziati dalla Fiat e reintegrati dal giudice del lavoro sono usciti dal cancello dello stabilimento di Melfi (Potenza) del gruppo torinese, che avevano varcato intorno alle ore 13.30. Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli erano fermi negli uffici delle guardie che sorvegliano gli ingressi. La decisione di far uscire gli operai è stata presa dai legali della Fiom, dopo che un avvocato e un ufficiale giudiziario sono entrati in fabbrica, dove hanno avuto conferma che la Fiat accetterebbe la loro presenza a patto che i tre occupino una saletta e svolgano solo attività sindacale, senza tornare al lavoro sulle linee di produzione.
Il legale della Fiom avrebbe chiesto all’ufficiale giudiziario di verbalizzare la decisione dell’azienda di collocare i tre operai reintegrati in una saletta per svolgere esclusivamente attività sindacale. Secondo il legale della Fiom, i tre operai sono stati reintegrati dal giudice del lavoro e devono tornare nella stessa posizione e nelle stesse mansioni che occupavano all’atto della sospensione e del successivo licenziamento: “La decisione della Fiat è inaccettabile”, ha detto l’avvocato. La Fiom sta valutando se chiedere l’intervento della magistratura per far rispettare la sentenza di reintegro dei tre operai.
I tre operai licenziati dalla Fiat e reintegrati nel loro posto nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat potrebbero quindi svolgere solo attività sindacale, senza tornare sulle linee dove viene assemblata la “Punto Evo”. E’ questa – secondo quanto ha detto ai giornalisti il responsabile del settore auto della Fiom, Enzo Masini – la proposta della Fiat per Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte (che sono delegati della Fiom) e Marco Pignatelli, che al cambio turno hanno oltrepassato il cancello della fabbrica e si trovano tuttora nell’ufficio delle guardie che sorvegliano gli ingressi. I dirigenti della Fiom e i legali dell’organizzazione sindacale stanno ora valutando, fuori dalla fabbrica, la proposta dell’azienda.
La Fiom ha proclamato un’ora di sciopero, dalle ore 14 alle 15, in attesa di conoscere se i tre operai reintegrati potranno raggiungere i reparti. Dopo essere entrati nella fabbrica, i tre operai si trovano ancora nel gabbiotto della sorveglianza, insieme all’avvocato Lina Grosso e all’ufficiale giudiziario, Francesco D’Arcangelo, ai dirigenti della Fiom Emanuele De Nicola (segretario regionale) ed Enzo Masini (responsabile settore auto).

Fonte: Ansa.it