DROGHE / Giovanardi, cinquecento tipi di smart drugs saranno vietate

DROGHE – I nomi commerciali sono ancora coperti da segreto, ma gia’ risultano nella lista che il dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri ha inviato a tutte le Procure e le Prefetture, per allertarle sul fenomeno delle cosiddette ‘smart drugs’, sostanze stupefacenti vendute in negozi e persino in distributori automatici, sotto false etichette di deodoranti e profumatori, incensi ed erbe aromatiche. Si tratta, al contrario, di vere e proprie droghe, per l’esattezza di cannabinoidi sintetici, solo frutto di laboratorio, inseriti da giugno nella tabella 1 delle sostanze stupefacenti.

“Quello delle ‘smart drugs’ e’ un fenomeno assolutamente scandaloso – tuona il sottosegretario con delega alle politiche antidroga Carlo Giovanardi all’Adnkronos – Queste droghe vengono impudentemente vendute in negozi, anche attraverso l’uso di distributori automatici che possono allettare persino minorenni. Questi negozi devono chiudere e le operazioni di polizia si stanno in tal senso intensificando”.

L’esponente del governo sottolinea poi che “per la prima volta, si registra un calo nel consumo della droga nell’ultimo anno: cio’ vuol dire che una politica che unisce un’informazione capillare e una forte repressione comincia a dare finalmente i suoi frutti. Evidentemente solo dopo quarant’anni di repressione, che i ‘suoi frutti’ li sta dando presumibilmente solo in Italia e solo nel 2009. La droga e’ un flagello, sentenzia il sottosegretario: diretto per chi la usa e ne paga le conseguenze fisiche e psichiche; indiretto per chi non la usa ma e’ vittima di chi si droga, dagli atti di violenza agli incidenti stradali; senza dimenticare il business delle organizzazioni criminali, che con il ricavato della droga soffocano l’economia legale di mezza Italia”. Ovviamente sono esclusi alcool e tabacco dal pensiero del sottosegretario, le due droghe che uccidono un numero esponenzialmente superiore di persone rispetto a tutte le altre droghe illegali messe insieme.

Finora, sono stati individuati circa cinquecento tipi di ‘smart drugs’, grazie all’opera di tre laboratori di altissima tecnologia a Torino, Verona e Roma. Le sostanze vengono in genere fabbricate in Cina, poi acquistate via internet da agenti in Europa e distribuite ai rivenditori, anche in Italia.

Le piu’ comuni hanno le sigle JWH-018 e JWH-073: si tratta di cannabinoidi sintetici, derivanti dagli scarti della ricerca medica e scientifica; dunque brevettati ma poi rifiutati perche’ provocano danni collaterali all’organismo umano. Le loro caratteristiche di tossicita’ farmacologica sono state individuate e certificate dall’Istituto superiore di Sanita’, mentre ci sono gia’ stati quindici casi di ricoveri per condizioni acute derivanti da tossicita’ clinica.

I prodotti stupefacenti vengono venduti e acquistati o attraverso reti di negozi in franchising oppure via internet, spacciati per deodoranti, profumatori, incensi, erbe aromatiche, integratori botanici. Chi li vende, tramite internet o nei negozi anche tramite l’installazione di distributori automatici, commette un reato di spaccio di droga, in quanto le ‘smart drugs’ non possono essere legalmente ne’ detenute, ne’ cedute, ne’ vendute, ne’ trafficate.

Aduc