ROMA / Gheddafi, il Premier libico ha affermato che l’Islam prima o poi diventerà: “La religione di tutta l’Europa”

ROMA GHEDDAFI  – 29 AGO – È arrivato a Roma per celebrare domani con l’amico Silvio Berlusconi il secondo anniversario della firma del Trattato di amicizia italo-libica, ma il ‘ciclonè Gheddafi ha già fatto parlare di sè e delle sue note ‘stranezzè, tanto imprevedibili quanto attese. Anche questa volta, come lo scorso novembre, il leader libico non ha voluto rinunciare a impartire lezioni di Corano a 500 giovani ragazze – belle e pagate – invitandole a «convertirsi all’Islam», confessione che, a suo dire, prima o poi dovrà diventare «la religione di tutta Europa». In tre si sono presentate all’appuntamento all’Accademia libica con il capo coperto dal velo islamico (ma da uno fuoriuscivano ciocche biondo-platino), forse reduci dall’analoga serata di gala di novembre e convinte in quell’occasione ad abbracciare la fede musulmana. Una decisione che Gheddafi, quasi come un ‘padrino di battesimò, ha suggellato oggi con un «rito veloce», una piccola cerimonia di iniziazione per le tre giovani convertite. Le ragazze, due italiane e una spagnola, si sono poi allontanate dall’istituto in tutta fretta, dribblando microfoni e cronisti che da ore attendevano sul marciapiede infuocato di capire cosa stesse accadendo dietro quelle cancellate. «È stato molto gentile, ci ha parlato del Corano e mi ha fatto un’ottima impressione», ha poi raccontato una delle hostess, con in mano una copia del Libro sacro e un libro di preghiere, nonostante la consegna degli organizzatori era quella di non parlare ai giornalisti. «Chi rilascia dichiarazioni, non viene pagata», ha redarguito un responsabile di Hostessweb, l’agenzia di casting che le ha reclutate offrendo un ‘gettonè di 70 euro, anche se la maggior parte di loro abbia detto di aver partecipato a titolo gratuito. Pochissime le voci fuori dal coro: «Sono scioccata – ha detto una studentessa romana -. Non è possibile che la gente venga pagata per ascoltare certe assurdità ». Secondo la ragazza, inoltre, tra le hostess c’era anche un ragazzo, che però a un certo punto «è stato allontanato». Ma il circo mediatico attorno alla visita di Gheddafi a Roma era cominciato già in mattinata, quando il colonnello era atteso per le 12 all’aeroporto militare di Ciampino. Un ritardo in partenza da Tripoli aveva fatto tremare i cronisti, rassegnati a una lunga attesa. L’Airbus A340 dell’Afriqyiah con a bordo il colonnello è poi atterrato alle 13.15, sotto l’occhio vigile dei cecchini sui tetti e di un elicottero delle forze di sicurezza. Ad accogliere la Guida della rivoluzione sotto alla scaletta c’era il ministro degli Esteri, Franco Frattini, l’ambasciatore libico Abdulhafed Gaddur, e un picchetto d’onore dell’Aeronautica militare. Nessuna foto di eroi libici appuntata sul petto (come fece in occasione della prima visita in Italia), ma anche questa volta Gheddafi – vestito con un tradizionale mantello marrone – non ha rinunciato alla scorta di due ‘amazzonì in tuta mimetica. E subito dopo di lui, sono state fatte sbarcare decine di abiti simili, appesi su grucce o ripiegati, mentre poco più in là una folta delegazione scendeva da un altro aereo libico. Sono invece arrivati allo scalo di Fiumicino i 30 cavalli berberi che domani sera dovranno esibirsi per le celebrazioni del Trattato nella caserma ‘Salvo D’Acquistò. In gran segreto si svolgeranno le prove dello show equestre che si chiuderà con il tradizionale Carosello dei carabinieri, per gli 800 invitati del premier che offrirà all’ospite libico la cena dell’Iftar, che pone fine alla giornata di digiuno del Ramadan. Sempre domani, nel pomeriggio, i due inaugureranno una mostra fotografica nell’Accademia libica, mentre resta l’incertezza sull’agenda di domani mattina di Gheddafi. Non è escluso che il colonnello voglia portare avanti la sua opera di proselitismo e incontrare altre ragazze, rigorosamente giovani, carine e disposte – per 70 euro – ad ascoltarlo.

Ansa