CRONACA / Francia, Italiano morto in carcere francese, domani l’autopsia

CRONACA – Si svolgerà domani e non oggi, come era stato annunciato, l’autopsia sul corpo di Daniele Franceschi, l’italiano di 31 anni morto nel carcere di Grasse (nel sud della Francia) lo scorso 25 agosto. A confermarlo fonti diplomatiche italiane a Nizza, dopo che, questa mattina, i familiari giunti ieri dall’Italia si sono presentati alla camera mortuaria. Fonti diplomatiche hanno affermato che ”nessun segno di violenza”, né ”altro” che lasci pensare a una causa del decesso diversa dall’ ”infarto” sono stati individuati, secondo la Procura di Grasse, dopo un sommario esame sul corpo di Daniele. Per evitare qualsiasi fraintendimento, il procuratore della Repubblica di Grasse ha incaricato due medici legali francesi di assistere all’autopsia. Lo ha reso noto il console d’Italia a Nizza, Agostino Chiesa Alciator.

“L’autopsia del connazionale Davide Franceschi si svolgerà domani, e il nostro Console a Nizza è, dal primo momento, in contatto con i familiari anche perché sia consentita la presenza di un perito di fiducia della famiglia all’ esame autoptico”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Frattini. “Comunico queste notizie  –  prosegue il titolare della Farnesina –  per rispondere alla legittima esigenza dell’opinione pubblica di essere tenuta informata su una vicenda che ha destato non solo grande dolore, ma anche forte preoccupazione nel nostro Paese. Non intendo, con queste doverose informazioni, rispondere invece alle spregevoli parole di Leoluca Orlando, deputato dell’ Italia dei Valori, che mi definisce testualmente “complice della morte di Franceschi”, e che, come sempre accade, per misera polemica politica interna non perde occasione di mostrare la propria immagine indegna del ruolo di parlamentare, speculando sul dolore di una famiglia”.


Le accuse a cui fa riferimento Frattini sono quelle rivolte dal portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, che in mattinata, in una nota, aveva affermato: “Frattini è complice della morte, nel carcere francese di Grasse, del nostro connazionale Davide Franceschi. È un vero e proprio nuovo caso Cucchi. Alla famiglia del povero Franceschi che lascia un figlio di 9 anni va il nostro più profondo cordoglio”. Orlando aveva anche aggiunto: “In un governo normale il ministro degli Esteri oltre ad esprimere il proprio cordoglio, come avrebbe fatto chiunque con un minimo di pietas umana, avrebbe già comunicato ai familiari e al Parlamento di essere intervenuto per fare chiarezza  e per pretendere dal governo francese chiarimenti sul trattamento disumano riservato a Franceschi. Queste spiegazioni le chiederemo noi di IdV tramite un’interrogazione urgente al Governo che presenteremo in Parlamento”. Un intervento duro, quello del portavoce dell’Idv che continua: “Ci chiediamo a cosa serve un ministro degli Esteri, un ambasciatore Parigi  e tutto il nostro apparato diplomatico, se lasciano morire un nostro connazionale all’estero, abbandonandolo a se stesso, senza fare nulla dopo diversi mesi di detenzione con ignobili maltrattamenti e nessuna assistenza medica? Il nostro governo e Frattini si occupano solo di festini di accoglienza a dittatori stranieri e di costosi festicciole all’estero ricche di volgari pacche sule spalle ed escort internazionali”.

“Massima attenzione affinchè al più presto sia fatta chiarezza sul grave episodio” è stata chiesta anche dal sindaco di Viareggio (Lucca), Luca Lunardini, al ministro degli Esteri Frattini e al guardasigilli Angelino Alfano.

Il console Agostino Lionello Chiesa Alciator ha sottolineato che le autorità sono “in collegamento con la procura di Grasse per ottenere la presenza di un medico di parte della famiglia. La richiesta formale è stata inoltrata dal consolato italiano e dall’avvocato della famiglia Franceschi. Mi sono attivato perché siano presenti sia il medico di fiducia del consolato generale che un perito della famiglia”, ha aggiunto. Chiesa Alciator ha spiegato che i Franceschi si sono rivolti “a uno dei medici legali più esperti di Torino. Aspettiamo la risposta dalla procura”.

Intanto, prosegue l’inchiesta sulla morte del ragazzo, ufficialmente provocata da un infarto. Una versione che non convince i familiari. L’arresto cardiocircolatorio lo avrebbe colto mentre era nella sua cella, dove si trovava rinchiuso da cinque mesi per utilizzo di falsa carta di credito. L’uomo era andato, alla fine dello scorso mese di marzo, in Costa Azzurra con gli amici, e il problema con la carta si era verificato in un casinò della zona.

A far insospettire la madre, Cira Antignano, sulle reali cause del decesso, oltre alle lettere in cui il figlio le raccontava di subire maltrattamenti, anche il fatto che la morte di Daniele è stata comunicata alle autorità italiane soltanto il giorno dopo, e al suo avvocato francese addirittura tre giorni dopo. Inoltre, sempre secondo i racconti dei familiari, Daniele Franceschi era uno sportivo e non aveva mai avuto problemi fisici né cardiache.

Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che il decesso è stato registrato alle 19:15 del 25 agosto nella cella della prigione di Grasse, che le autorità consolari italiane sono state avvertite la mattina del 26 alle ore 11 e che alle 12:50 la stazione dei carabinieri di Viareggio è stata messa al corrente via fax. Immediatamente dopo, i carabinieri hanno convocato il fratello della vittima per metterlo al corrente dei fatti.

Secondo quanto scriveva il 31enne, separato e padre di un figlio di 9 anni, i soprusi e i maltrattamenti in carcere sarebbero nati da un’ostilità dei francesi nei suoi confronti in quanto italiano, per motivi riconducibili anche a dispute calcistiche.

Lo zio di Daniele, Marco Antignano, è convinto che il nipote sia rimasto vittima di una serie di soprusi che continua anche dopo la morte: “Ci hanno fatto sapere del decesso con tre giorni di ritardo, a mia sorella non fanno vedere la salma, e all’autopsia non potrà esserci un medico di nostra fiducia, né italiano né francese”. Sotto accusa, racconta Marco Antignano, è l’intero periodo della carcerazione: “C’erano state alcune udienze, sempre rimandate, ed era complicatissimo andare a trovare mia nipote – spiega – mia sorella era riuscita a entrare in carcere solo due volte. Daniele scriveva alla madre di soprusi e di ore di lavoro estenuante”. Il direttore del carcere, conclude lo zio, aveva spiegato che alle 13:30 Daniele stava bene e che, nel controllo seguente alle 17, il ragazzo era stato trovato morto.

Il vicedirettore del carcere di Grasse, Le Loup, e la responsabile della comunicazione dell’amministrazione penitenziaria regionale hanno rifiutato di dare ulteriori informazioni sulla vicenda di Daniele Franceschi “fino a quando non ci saranno i risultati dell’inchiesta in corso”.

Repubblica.it