FESTIVAL DI VENEZIA / Niente paura, Ligabue legge la Costituzione nel documentario fuori concorso di Piergiorgio Gay

VENEZIA – Non un film antologico sul Paese, né una celebrazione di Ligabue ”ma un viaggio attraverso gli ultimi 30 anni, un atto d’amore per l’Italia del fare, che è per la libertà e la partecipazione, come avrebbe detto Gaber”. Così il regista Piergiorgio Gay descrive “Niente paura”, il documentario in programma fuori concorso alla Mostra di Venezia (1-11 settembre), e in uscita il 17 settembre in 150 copie distribuito da Bim.
Filo conduttore nel ritratto del Paese è Ligabue, come interprete della sua musica e come voce che legge i primi 12 articoli della Costituzione.
”L’idea di partenza era raccontare l’Italia che ci piace, attraverso la musica, che è rimasto l’unico elemento, con lo sport, capace di creare un senso di coesione e di condivisione – spiega Gay -. Ci serviva un musicista estremamente popolare, nelle cui canzoni molte persone vedessero rispecchiate le proprie vite ed emozioni”.
Pensando agli unici due cantautori capaci di riempire gli stadi, Vasco Rossi e Ligabue ”la scelta è caduta sul Liga – dice il regista – perché lui già nei suoi concerti fa richiami a quei valori di cui parliamo nel film. Fa scorrere gli articoli della Costituzione durante Non è tempo per noi, e alla fine, propone durante Buonanotte all’Italia, una galleria di italiani che hanno fatto qualcosa per questo Paese, da Vittorio De Sica a Falcone e Borsellino”.
Il cantautore si è subito convinto dell’idea: ”Gli abbiamo mandato un’email e dopo una settimana eravamo già al lavoro. Mi ha lasciato totale libertà, non mi ha chiesto di cambiare nulla della struttura del film”.
In “Niente Paura”, oltre a Ligabue, presente con 11 delle sue canzoni più famose, da “Una vita da mediano” a “L’amore conta”, ci sono gli interventi, fra gli altri, di Roberto Saviano, Margherita Hack, Peppino Englaro, Luigi Ciotti, Paolo Rossi, Stefano Rodotà, Carlo Verdone.
”Tutti personaggi che ci sono venuti in mente sempre pensando all’Italia che ci piace” dice Gay.
Il film rievoca ”alcune tappe della storia italiana degli ultimi 30 anni, dalla strage di Bologna a quelle di Capaci e Via d’Amelio – aggiunge il regista – attraverso le esperienze e i ricordi degli intervistati”, fra cui ci sono anche alcuni fans del cantautore, scelti fra oltre 500, che hanno risposto alla richiesta, fatta attraverso il suo sito ufficiale, di raccontare emozioni e ricordi legati alle canzoni di Ligabue.
Gay ha voluto tenere fuori dal racconto i politici: ”Volevamo raccontare l’Italia sociale, che non sventola nessuna bandiera”. Per Lionello Cerri, produttore del documentario con la Lumière ”Niente paura, parlando di lotta alla mafia, di diritti, bandiera, emigrazione, vuole andare incontro alle nuove generazioni spiegando quei valori primari, come integrazione, impegno, uguaglianza, per cui i nostri nonni hanno combattuto e che ci hanno lasciato con la Costituzione”.

Fonte: Francesca Pierleoni,  Ansa