MAFIA / Palermo, Tribunale confisca beni per un valore di venti milioni di euro a tre costruttori di Cosa Nostra

MAFIA – La sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo presieduta dal Cesare Vincenti, ha proceduto alla confisca di beni per 20 milioni di euro riconducibili a tre costruttori mafiosi. Il magistrato ha accolto, infatti, le proposte avanzate dal questore di palermo per Vicenzo Cancemi, 56 anni, Carmelo Cancemi, 68 anni, e Giovanni Cancemi, 40 anni. Le indagini sono state condotte dagli investigatori della sezione patrimoniale dell’ufficio misure di prevenzione della questura di Palermo ed hanno permesso di individuare un ingente patrimonio costituito da aziende, impegnate nel campo edile e del movimento terra, beni immobili, beni mobili registrati e conti correnti tutti confiscati. Imprenditori edili da sempre legati a Cosa nostra, i Cancemi hanno lucrato sul mix tra i legami di sangue, gli interessi economici e la loro appartenenza storica alla mafia. 
Il primo coinvolgimento dei due imprenditori, Vincenzo e Carmelo Cancemi in vicende di mafia si registra nell’ambito di una complessa indagine, denominata “Operazione oro, incenso e mirra”, sfociata nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Palermo ii 7 luglio 1997.
Le indagini avevano permesso di accertare un sistema strutturato di illecita aggiudicazione e di controllo degli appalti pubblici da parte di Cosa nostra. La proposta del questore di palermo sfociata nei provvedimenti di sequestro emessi dal tribunale di Palermo sezione misure di prevenzione nel 2008 , si basa principalmente sulla rielaborazione dell’enorme mole di conversazioni intercettate nell’ambito del procedimento denominato “Gotha” e in particolare di quelle registrate all’interno del box di lamiera Antonino Rotolo. Ciò ha permesso di evidenziare alcuni aspetti essenziali in ordine al diretto coinvolgimento dei Cancemi agli interessi economici e strategici di Cosa nostra, tanto da diventare un punto di riferimento irrinunciabile nella gestione e aggiudicazione di una fetta consistente di appalti.
Numerosi sono i lavori e le commesse ottenute in questi anni dalle imprese riconducibili ai Cancemi: dai lavori per la manutenzione ordinaria presso il presidio ospedaliero Sant’Antonio Abate di Trapani ai lavori di sistemazione e manutenzione stradale ed edilizia nel Policlinico di Palermo fino ai lavori del raddoppio del ponte Corleone ed alla realizzazione del complesso commerciale “Riolo” di viale Regione siciliana.
Tra i beni confiscati l’impresa di costruzioni di via Villani, la ditta “G.f. Edil” di Fondo Costa, la “Cancemi Francesco Cieffe di Cancemi Francesco” con sede in via Gustavo Roccella, la “Cancemi Giovanni di via Gustavo Roccella; e poi la “Calcestruzzi Cancemi s.r.l” di via via Scillato; un complesso residenziale composto da una lussuosa villa e da due unità abitative in località Pagliarelli, Fondo Costa; un intero fabbricato in via Giuseppe Mancini composto da sei appartamenti; un immobile di tre piani e terreno di pertinenza di circa 3 mila mq.
A Passo di Rigano, in via Casalini; un appartamento facente parte del complesso edilizio in via Giovanni Villani; appezzamenti di terreno a Passo di Rigano (circa mille mq.), contrada Pagliarelli (circa 4 mila mq), Falsomiele (circa 1.700 mq) e contrada Sambucia (circa 18 mila mq.); immobile residenziale in via Olio di Lino in un pregiato residence con tre appartamenti e da alcuni box; autocarro, rimorchi speciali, trattori stradali auto, libretti di deposito, conti correnti, prodotti bancari, finanziari, assicurativi e fondi di investimento.

Fonte: Agi