LIGURIA / Noli, Candidatura del borgo in provincia di Savona a quinta Repubblica marinara d’Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:33

LIGURIA –  Noli si candida a essere riconosciuta ufficialmente come quinta repubblica marinara d’Italia, con Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, i cui stemmi sono riportati nella bandiera della Marina Militare italiana.
Ambrogio Repetto, sindaco del borgo posto 14 km a ponente di Savona e caratterizzato dalle mura medievali e dalle alte torri, nei giorni scorsi ha inviato la richiesta formale di adesione al Comitato generale delle repubbliche marinare.
E il 18 settembre la cittadina confermerà la sua antica vocazione marinara ospitando un convegno internazionale sulla figura di un suo figlio illustre, Antonio da Noli, il grande navigatore che scoprì le isole di Capo Verde, base per la navigazione verso l’Africa e l’India.
”Con la richiesta di adesione – spiega il sindaco Repetto – intendiamo confermare la nostra identità, che è poi alla base della nostra offerta turistica. Chi sceglie Noli per le vacanze è attirato dal suo mare e dalle altre bellezze naturali della zona ma anche dal fascino di uno dei centri medievali di maggior interesse storico e artistico della Liguria”.
Secondo Repetto, Noli possiede tutte le caratteristiche richieste per essere considerata una repubblica marinara.
”Fin dalle sue origini, che risalgono all’età romana repubblicana – spiega -la nostra città ha avuto un particolare rapporto con il Mediterraneo, tanto che proprio recentemente è stato scoperto un approdo per il carico e lo scarico delle merci risalente a quell’epoca. Sempre alleata di Genova, Noli è stata indipendente dal tempo della prima crociata fino al 1797 e ha rivolto la sua attività economica sempre verso il mare, sia per la pesca sia per il commercio, tanto che gli statuti comunali, pubblicati anni fa nella versione del XVII secolo, prevedevano precise norme per la tutela dei mari e per l’accesso alla pesca da parte di barche provenienti da fuori. Alla prima crociata Noli ha partecipato, come ricorda il suo stemma, croce bianca in campo rosso. Noli è stata diocesi autonoma fino al 1820, e ha battuto pure una propria moneta, almeno per certi periodi durante il Medio Evo. E di quell’epoca, come e’ noto, conserva un importante tessuto storico che mantiene ancora cinque delle settantadue torri un tempo esistenti, di cinquantasei si sono ritrovate le tracce”. 
L’idea del convegno del 18 settembre, racconta Alberto Peluffo, studioso e già assessore comunale di Noli, ”è nata dall’incontro casuale con il professor Marcello Ferrada Noli che, in visita nella nostra città, anni fa era venuto a cercare informazioni all’ufficio Turismo del Comune. In quell’occasione mi aveva parlato delle sue ricerche sulle origini della sua famiglia, e io gli ho parlato dei nostri legami con Capo Verde. Punto d’incontro dei due interessi era la figura di Antonio de Noli che qui abbiamo sempre chiamato Anton da Noli. Gradualmente si è sviluppata l’idea di realizzare un evento internazionale in grado di dare il giusto risalto alla figura del navigatore e, insieme, alle isole di Capo Verde. Dall’incontro con l’ambasciatore della Repubblica di Capo Verde, Jose’ Eduardo Barbosa, è poi venuta la proposta di un convegno nel 550° anniversario della scoperta, che ricorre quest’anno insieme al 35° anniversario dell’indipendenza dal Portogallo. Ferrada Noli ha poi costituito la Antonio de Noli Academic Society, che si propone di promuovere e raccogliere gli studi su Antonio de Noli e sulle esplorazioni del periodo e il Comune di Noli ha aderito alla società”.
Nel 1460 Antonio de Noli, esplorando le coste dell’Africa occidentale per conto di Enrico il Navigatore, l’infante del Portogallo, grande finanziatore di esploratori, scoprì un gruppo di isole al largo dell’attuale Senegal.
Nel 1449 Antonio, alla guida di tre galee di sua proprietà, aveva lasciato la Repubblica di Genova, sua terra d’origine. Con lui c’erano il fratello Bartolomeo e il nipote Raffaello, anch’essi identificati nei documenti dell’epoca con il cognome di Nolle che rende esplicito il legame della famiglia con Noli.
Ritornato in Portogallo, fu riconosciuto dal re Alfonso V come scopritore delle isole di Capo Verde.
Le isole, inizialmente disabitate, furono popolate da portoghesi e da schiavi provenienti dalla Guinea. La fusione di europei e africani diede vita a un popolo creolo con caratteristiche culturali dei due continenti. Allo stesso modo, le isole sono diventate una base fondamentale per le successive esplorazioni: prima verso sud, poi verso ovest, sempre alla ricerca della rotta migliore per le Indie. Con la sua scoperta, Antonio de Noli ha aperto la via al mondo moderno.

Fonte: Adnkronos