GOVERNO / Berlusconi, il vertice tra il premier e Bossi é fissato per questa sera ad Arcore

Il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Nord Umberto bossi

GOVERNO – In attesa di confrontarsi con Umberto Bossi sul dopo-Mirabello per decidere le prossime mosse, ma determinato in ogni caso ad evitare che, qualora si arrivi alla rottura, la crisi sia a lui imputabile. Chi ha raccolto le confidenze di Silvio Berlusconi oggi ad Arcore, racconta di un presidente del Consiglio decisamente deluso dal discorso di Gianfranco Fini, ma intenzionato a guardare avanti. Ad andarlo a trovare sono stati in diversi: in mattinata i ministri Mariastella Gelmini e Franco Frattini; all’ora di pranzo i vertici del Pdl, Fabrizio Cicchitto, Denis Verdini e Niccolò Ghedini.
Il premier, a quanto si apprende, continua a chiedersi come sia possibile che problemi di natura personale stiano trascinando il Paese verso una crisi che di politico – a suo giudizio – ha ben poco. Ma al di là di queste considerazioni, il pericolo più imminente che il Cavaliere continua ad intravede è quello di restare con il cerino in mano. Il timore che aleggia ad Arcore è che l’ufficio di presidenza che ha dichiarato “incompatibilità” dell’ex leader di An con il Pdl, faccia apparire il premier come l’autore dello strappo. Circostanza che, soprattutto in caso di elezioni, rischia di penalizzarlo nelle urne. Ecco perché, come ha detto Cicchitto uscendo, lo show down dovrà realizzarsi necessariamente in Parlamento: tutto dipenderà, ha ribadito il capogruppo del Pdl alla Camera, “da come andranno le cose rispetto al confronto politico parlamentare”. Tradotto: si deve verificare se il sospetto che i finiani intendano solo “logorare” il governo sia fondato. Se così fosse, si è ragionato ad Arcore, l’unica alternativa sarebbe quella di mettere il gruppo di Fli con le spalle al muro in Aula. Il tema su cui farlo non è stato ancora individuato. L’unica raccomandazione che ha ripetuto Berlusconi ai suoi è stata quella di evitare argomenti che potrebbero essere utilizzati strumentalmente contro di lui: in sostanza, se rottura sarà, dovrà essere imputabile unicamente a Fini e su un argomento non attinente alle vicende personali del premier (ecco spiegato lo stop al processo breve), ma piuttosto a tematiche che interessino davvero gli elettori.

 Fonte: Ansa.it