ECONOMIA / Mutui, tutte le novità che aspettano i consumatori al rientro dalle ferie

ECONOMIA – Il costo del denaro è rimasto fermo, l’indice Euribor è tornato a scendere e persino i tassi fissi sono diventati più convenienti. Al rientro dalla vacanze agostane, anche il mondo dei mutui sembra essere tornato all’opera con alcune novità che interessano direttamente le tasche dei consumatori. Coloro che hanno già acceso un mutuo a tasso variabile sulla casa, ma soprattutto chi è ancora indeciso su che tipo di mutuo scegliere, deve quindi aggiornarsi per conoscere la nuova situazione del mercato. Ecco le principali novità in base al tipo di mutuo scelto.

Tassi variabili Euribor. Dopo mesi di lento ma costante rialzo, la scorsa settimana l’indice Euribor ha fermato la sua corsa ed è tornato a calare. Questo indice è il tasso di riferimento di gran parte dei mutui a tasso variabile, quindi la sua diminuzione influisce positivamente sulle rate del mutuo, il cui importo cala. La discesa dell’indice Euribor è però molto contenuta, quindi è difficile notare delle sensibili variazioni nel costo delle proprie rate: prendendo come riferimento l’indice a tre mesi (uno dei più usati dalle banche), si nota come nel suo picco massimo del 6 agosto questo avesse raggiunto lo 0,91%, in costante rialzo dal marzo scorso (quando aveva toccato lo 0,63). Nella seconda settimana di settembre l’Euribor a tre mesi è sceso allo 0,88% tornando così ai livelli di luglio. Dinamiche simili a quelle viste per l’indice Euribor a tre mesi anche per l’indice a uno, a sei e a dodici mesi.

Tassi variabili Bce. Se i mutui collegati all’indice Euribor subiscono un ridotto calo, nessun cambiamento è invece in vista per quelli legati all’indice Bce. Si tratta di mutui a tasso variabile che utilizzano come indice di riferimento il tasso di interesse stabilito dalla Banca Centrale Europea che, la scorsa settimana, è stato confermato all’1%, un valore che mantiene stabile da più di un anno.

I mutui legati al tasso Bce sono stati introdotti per legge da pochi anni, in modo da fornire ai consumatori un’alternativa più stabile al volatile Euribor (che nell’ultimo anno ha infatti subito diverse oscillazioni). E’ importante però ricordare che il costo delle rate è generato dal tasso di riferimento a cui deve poi aggiungersi lo spread (la percentuale di guadagno della banca per il rischio che si assume nel concedere il prestito) e le spese accessorie.

Tassi fissi. Per chi alla convenienza del variabile preferisce la sicurezza del fisso, forse è un momento irripetibile da cogliere al volo. L’indice Irs a 20 e a 25 anni, a cui sono legati i mutui a tasso fisso con questa durata, è sceso sotto la soglia del 3%. Si tratta di un vero e proprio crollo verticale per un indice che a inizio anno era sopra il 4%. Grazie a questa caduta è possibile trovare sul mercato offerte delle banche con Taeg complessivi inferiori al 4,2%.

Il miglior tasso oggi? Queste piccole e grandi novità nel mondo dei tassi e dei mutui non cambiano tuttavia lo scenario globale. I mutui a tasso variabile collegati all’Euribor restano al momento quelli più convenienti e con buona probabilità nei prossimi anni l’aumento dell’Euribor resterà comunque contenuto. Per dare un esempio concreto delle differenze tra i diversi tassi abbiamo simulato la richiesta di un mutuo usando Supermoney, il portale del confronto mutui e delle tariffe. Richiedendo un finanziamento da 100mila euro in 20 anni (per un immobile che ne vale 200mila e da parte di un dipendente a tempo indeterminato con un reddito netto di duemila euro), il miglior risultato per i mutui a tasso variabile è Mutuo Arancio che ha un Taeg dell’1,99% e rate mensili da 504 euro. Tra i mutui a tasso fisso la spuntano invece Mutuo Arancio di Ing Direct e Mutuo fisso di WeBank con un Taeg del 4,29% e rate mensili da 617 euro. La differenza tra i due mutui è quindi di oltre due punti di Taeg e 110 euro circa di rata mensile. Per adesso il tasso variabile non ha rivali..

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