ECONOMIA CINESE / Fabbrica del mondo, in crescita le importazioni e il mercato interno

ECONOMIA CINESE – E’ stata a lungo “la fabbrica del mondo”, campionessa di produttività e sviluppo industriale. Ormai da un po’ di tempo, però, la Cina ha smesso di considerare la crescita come il suo unico obiettivo, puntando allo sviluppo del mercato interno e al consolidamento della propria economia. Ora i primi risultati di questa politica cominciano ad arrivare.

Secondo i dati diffusi ieri dall’Ufficio nazionale di statistica, nel mese di agosto le importazioni cinesi sono cresciute del 35,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, accelerando rispetto a luglio, quando l’incremento era stato del 22,7, e superando di gran lunga le previsioni degli economisti, che parlavano di un aumento del 26,1. L’export è invece salito del 34,4 per cento, rallentando il passo rispetto al 38,1 di luglio e andando solo di poco oltre le attese degli analisti, che indicavano un 35 per cento.

L’avanzo della bilancia commerciale di Pechino risulta dunque in contrazione: nel mese di agosto è stato di 20,2 miliardi, 8,5 in meno rispetto a luglio e decisamente al di sotto delle aspettative degli addetti ai lavori, che puntavano a 27,1. La tendenza risulta confermata anche prendendo in considerazione i primi 2 quadrimestri dell’anno: da gennaio ad agosto il surplus commerciale è stato di 103,9 miliardi, in calo rispetto ai 122,8 del corrispondente periodo del 2009. Le importazioni sono salite del 45,5 per cento, le esportazioni del 35,5.

Il rialzo dell’import cinese potrebbe avere come effetto diretto quello di attenuare la pressioni internazionali sul Paese della Grande Muraglia per l’aumento del tasso di cambio dello yuan. Nei giorni scorsi il segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, è infatti tornato sulla questione valutaria, sottolineando che le misure attese da Pechino sono ormai urgenti, e che qualora non dovessero essere adottate, La Cina verrebbe meno alla parola data. «Francamente, devo dire che non hanno fatto ancora molto», ha osservato in modo estremamente diretto Geithner in un’intervista rilasciata a Bloomberg Television. «Le autorità cinesi sanno bene di essere solamente all’inizio del processo».

Critiche cui la Bank of China ha risposto ieri consentendo un nuovo apprezzamento dello yuan rispetto al dollaro: il tasso di cambio è stato fissato a 6,768.

Tutti i recenti dati macroeconomici fanno pensare che nel corso del 2011 il tasso di crescita dell’economia cinese sia destinato a rallentare. Secondo quanto dichiarato da Fan Jianping, direttore della Divisione di ricerca congiunturale del Centro statale di informazione, il tasso inizierà a scendere intorno all’8-8,5 per cento nel quarto trimestre dell’anno e nel 2011 si attesterà intorno a questo valore, con una possibile nuova accelerazione nel corso dell’ultimo trimestre.

Fonte: Terranews.it