GLOBALIZZAZIONE / Banca Mondiale, i Paesi ricchi acquisiscono sempre più terreni dai Paesi del Terzo Mondo

GLOBALIZZAZIONE – Un rapporto della World Bank rilasciato lo scorso 7 settembre, intitolato Rising Global Interest in Farmland, Can It Yield Sustainable and Equitable Benefits? (“Crescente interesse per la terra – può produrre benefici sostenibili ed equi?”), collega lo sviluppo delle coltivazioni agricole destinate a produrre i cosiddetti biofuel, carburanti da materie prime vegetali, con la imponente crescita di acquisizioni di terre nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo.

La crescita delle produzioni biofuel, iniziata nel 2003, ha portato nel 2008, secondo la Banca Mondiale, a raddoppiare l’estensione del 2004, con la coltivazione di ben 36 milioni di ettari a livello mondiale, pari a oltre il doppio della superficie di tutti i terreni agricoli coltivati in Italia. 8,3 milioni di ettari sono in Europa, 7,5 negli Usa e 6,4 in America Latina.

La preoccupazione per questa crescita senza precedenti si collega al fatto che gli acquisti di terreni destinati a soddisfare la crescente domanda di superfici per scopi energetici, che, secondo un altro recente rapporto pubblicato dal gruppo Friends of the Earth, investirebbe ad esempio 5 milioni di ettari in 11 paesi dell’Africa, sottraggono superficie agricola destinata a produzioni per uso alimentare proprio nei paesi a maggior crescita demografica e meno dotati di capitali e risorse tecniche.

Secondo la Banca Mondiale, l’acquisto di terreni a livello mondiale ammonterebbe nel solo 2009 a 45 milioni di ettari, non solo destinati a culture energetiche, con una crescita media di 4 milioni l’anno in dieci anni. Lo studio, che analizza i dati di 14 paesi del Terzo Mondo, sottolinea il rischio che queste acquisizioni, generalmente coperte da grande riservatezza, possano trasformarsi in una silenziosa espropriazione da parte dei Paesi più ricchi di risorse strategiche appartenenti ai paesi meno sviluppati, senza contare gli aspetti ambientali derivanti dallo sfruttamento di terre vergini e di aree forestali essenziali a medio termine per gli equilibri dell’habitat terrestre.

G.Sinatti – Clarissa