CAPODANNO EBRAICO / Berlusconi, invitato a cena il premier racconta una barzelletta su Hitler e incoraggia Netanyahu (video)

CAPODANNO EBRAICO – L’uomo, si sa, è tutto e il contrario di tutto. Ma dalle parti di Gerusalemme non hanno apprezzato molto l’ultima uscita del premier italiano Silvio Berlusconi. Soprattutto dopo aver esaltato la sua cena di Rosh haShanah (il capodanno ebraico) in casa dell’ambasciatore israeliano a Roma. Cena nella quale Berlusconi aveva confermato il suo appoggio incondizionato al collega Netanyahu.

Domenica il capo di governo italiano ne ha raccontata un’altra di barzelletta, una di quelle con Hitler protagonista. «Dopo un po’ che Hitler è morto – racconta Berlusconi – i suoi sostenitori vengono a sapere che è ancora vivo. Lo vanno a cercare per convincerlo a tornare e lui risponde: “Sì, torno, ma a una condizione. La prossima volta cattivi, eh!”».

Risate. Applausi. Non in Israele dove, per ovvi motivi, Hitler è un tabù. E pensare che poche ore prima, il presidente del consiglio era stato alla cena del capodanno ebraico organizzato dall’ambasciatore israeliano a Roma Gideon Meir. Accompagnato da Gianni Letta, Bruno Vespa e il direttore del Tg5 Clemente J. Mimun, Berlusconi ha detto che «Israele ha fatto bene a reagire alla provocazione della “Freedom Flotilla”» del 31 maggio scorso.

Poi la telefonata con il collega israeliano Benjamin Netanyahu – scrive lo Yedioth Ahronoth – «nella quale ha fatto i più sinceri auguri allo Stato ebraico». E, ricordando le sue ultime settimane travagliate, ha confermato a Netanyahu il suo appoggio «anche se qui, in Italia, sono assillato da mille problemi».

Alla fine della cena, ha ringraziato tutti. Ha espresso la sua gioia per essere stato considerato come parte della famiglia dell’ambasciatore e ha poi riportato alla memoria la sua visita al campo di concentramento di Auschwitz e al museo israeliano dello Yad Vashem.

Leonard Berberi