AMBIENTE / Italia-Cina, una collaborazione lunga 10 anni

AMBIENTE – ”Alla fine degli anni Novanta, la Cina aveva appena iniziato a considerare la protezione dell’ambiente tra le priorita’ nazionali, sollecitata da un inquinamento opprimente e pericoloso. Tuttavia, a livello internazionale la credibilita’ dell’impegno cinese era assai scarsa, e molto pochi erano i Paesi disposti a rischiare investimenti nella cooperazione ambientale con la Cina”, ricorda Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell’ambiente. ”Decidemmo di raccogliere la richiesta e la sfida della Cina – dice Clini – Il lavoro comune di una task-force permanente italo-cinese, istituita in collaborazione con Ice, con sedi a Pechino e Shanghai, ha consentito di identificare e promuovere fino ad oggi oltre 200 progetti”. ”Da allora le autorita’ cinesi, hanno selezionato le imprese italiane per la realizzazione dei progetti che ‘attraversano’ tutte le politiche dello sviluppo della Cina”. Ambiente urbano e qualita’ dell’aria, con progetti in quattro grandi citta’ cinesi, fino alla realizzazione del complesso sistema integrato di gestione della qualita’ dell’aria e del traffico urbano di Pechino durante e dopo le Olimpiadi. Efficienza energetica nell’industria e nell’edilizia, promozione dell’industria del fotovoltaico, con la realizzazione nel 2000 di una fabbrica di produzione di wafer multi-cristallino. Gestione integrata ed efficiente delle acque, con la realizzazione di progetti pilota sia per combattere la siccita’ e la carenza di risorse idriche nel nord est della Cina, sia per la conservazione ed il risanamento dei corsi d’acqua e dei reservoirs di Pechino. Eliminazione e sostituzione delle sostanze chimiche pericolose nell’agricoltura. Lotta alla desertificazione, nelle zone aride e semiaride della Mongolia. Infine, la formazione e riqualificazione della classe dirigente cinese per la gestione sostenibile delle risorse naturali ed energetiche, con un imponente programma di training che ha finora coinvolto oltre 5.000 alti funzionari cinesi.

Ansa