PD / Riunione Coordinamento, dichiarazioni di Bersani: rilancio del partito e dialogo interno. “Poi problema delle alleanze”, afferma il segretario

PD  – Lunga riunione del Coordinamento del Pd ieri sera a iniziare dalle 21 nella sede del partito in Largo del Nazareno. Il confronto all’interno del principale partito di opposizione è tornato teso, dopo la notizia che Walter Veltroni, Giuseppe Fioroni e Paolo Gentiloni avrebbero intenzione di rendere pubblico un documento politico molto critico nei confronti dell’attuale gestione del Pd e di raccogliere firme di adesione al testo tra i parlamentari.
Il segretario Pier Luigi Bersani rilascia una secca dichiarazione alla fine della riunione: ”Spero che ci siamo intesi: lavoriamo a una alternativa e a un progetto per l’Italia con una vocazione maggioritaria che non appalta niente a nessuno”. E aggiunge, cercando di gettare un ponte alla minoranza: ”Prima il rilancio del partito, poi il problema delle alleanze”.
E’ proprio su quella ”vocazione maggioritaria” che sarebbe andata perduta si incentrano le critiche dei veltroniani e di molti ex Margherita che segnalano come i sondaggi attribuiscano attualmente al Pd il 26% contro il quasi 34% ottenuto nelle elezioni del 2008 sotto la gestione di Veltroni.
Dopo quattro ore di riunione, la mediazione sarebbe stata trovata proprio intorno all’idea del rilancio del Pd come priorità. Quanto alle polemiche sulle alleanze che gli vengono mosse dalla minoranza del partito, Bersani replica: ”Noi non vogliamo rifare l’Unione, vogliamo, chiamandolo nuovo Ulivo, rivolgerci alle forze disponibili a un patto di governo. Ho fissato alcuni paletti. Se ci saranno le condizioni per un accordo di governo, ci rivolgeremo a tutte le forze di opposizione, anche all’Udc, e a tutti quelli che hanno a cuore il nostro sistema democratico”. In una intervista al Tg1 precedente alla riunione di ieri sera, il segretario aveva precisato rispetto ai rapporti con la minoranza veltroniana: ”Noi non siamo un partito del predellino, abbiamo una maggioranza e una minoranza, che si sta riorganizzando, ma la maggioranza che ha vinto il congresso ha una linea e su questa si va avanti”.
Nell’incontro di ieri con i senatori del Pd, Bersani aveva lanciato un appello: ”Non facciamo regali a Berlusconi. Lavoriamo sui contenuti. Loro vivono un momento di difficoltà. Noi non dobbiamo tenere la palla nel nostro campo”. Nei giorni scorsi si era diffusa la notizia, poi decisamente smentita, che Veltroni e Fioroni stessero lavorando addirittura all’ipotesi di formare dei gruppi parlamentari autonomi. Resta però l’ipotesi di un documento molto critico sulla gestione di Bersani nel quale si chiederebbe di non abbandonare l’ispirazione originaria del Pd e quindi, in particolare, la sua ”vocazione maggioritaria”.
Sui contenuti del documento, qualche anticipazione parla di: innovazione riformista, vocazione maggioritaria, difesa del bipolarismo, a partire dal modello elettorale, Pd che punta ai voti dei delusi di Berlusconi, nessuno sbilanciamento sulla questione delle alleanze, chiusura ad accordi con la sinistra radicale e condizioni poste al rapporto con l’Idv (nel 2006, Veltroni strinse una alleanza solo con Antonio Di Pietro e favoriìl’elezione di alcuni esponenti del Partito radicale nelle liste del Pd).
Rispetto alla geografia interna al Pd seguita al Congresso del partito e alle primarie che hanno eletto Bersani segretario nell’ottobre 2009, c’è da segnalare che Dario Franceschini, Piero Fassino e Franco Marini, che facevano parte della minoranza denominata ”Area democratica”, non avrebbero alcuna intenzione di firmare il documento di Veltroni e Fioroni. Il che potrebbe significare il loro ingresso nella maggioranza del Pd, dal momento che non condividono l’ipotesi di riaprire un conflitto nel partito a distanza di un anno dal Congresso. L’ex segretario Franceschini, attuale capogruppo alla Camera, dovrebbe convocare una riunione di Area democratica entro la prossima settimana per discutere il definitivo posizionamento di questa componente nel dibattito interno al Pd.
Intanto Bersani e il suo staff lavorano alla buona riuscita della Conferenza programmatica del Pd, convocata a Varese per l’8 e il 9 ottobre. Al centro della discussione, temi come la riforma fiscale, le politiche per il lavoro e il federalismo. Da questo appuntamento dovrebbe ripartire il ”rilancio del Pd” proposto ieri sera dal segretario.

Fonte: Asca