LEGA NORD / Zaia, il governatore del Veneto attacca le fiction: “Dipingono le persone del Nord come sciocche e servili”

Il governatore del Veneto Luca Zaia

LEGA NORD – Lui che si sente prima di tutto “un figlio della Serenissima”, e se poi ci aggiungi che è il governatore del Veneto tutto torna, non si è divertito affatto a guardare la fiction “Distretto di Polizia 10“, con quel personaggio appena entrato nel cast del Decimo Tuscolano, l’agente centralinista Giovanni Brenta da Bergamo, non troppo sveglio per obbligo di copione.
Una puntata, quattro puntate, alla fine il leghista Luca Zaia non si è più trattenuto e ha messo nero su bianco la sua irritazione nordista. Scrivendo una lettera aperta a Fedele Confalonieri. Manifestandogli la sua arrabbiatura (il termine originale è un altro) per come le fiction di Mediaset trattano i suoi corregionali (e gli stretti vicini di casa) facendone macchiette irrispettose e datate. “Caro Presidente” scrive Zaia, che è di Conegliano Veneto, “mi spiace constatare che la più grande rete televisiva commerciale d’Italia, abbia sposato l’andazzo di culturame razzista nei confronti del Nord e dei suoi abitanti“. Poi il “venetissimo”, come scrive nella sua biografia online, passa a spiegare perché: “Mi riferisco all’ultima trovata del personaggio dell’agente scelto Brenta, entrato di recente a far parte della decima serie di Distretto e che sfodera un indubitabile accento bergamasco e mostra un carattere che non brilla per sensibilità e intelligenza, come precisano gli stessi autori. Siamo alle solite. Il nordista, veneto o lombardo o piemontese che sia, è raffigurato nelle serie tv prodotte a Roma, come terragno, servile, interessato, poco perspicace”. Secondo Zaia, questa rivisitazione romanesca produce “stereotipi che rifiuto, caratterizzazioni inaccettabili, al di fuori di qualunque verosimiglianza”. Messe onda, quel che è peggio, da una tv del Nord “che vive di pubblicità raccolta per gran parte tra le aziende del Nord”.
Non potrà mitigare l’onta fargli sapere che l’attore che interpreta il bergamasco, Gianluca Bazzoli, non è nato sotto al Cupolone ma in Svizzera. Il governatore chiede rispetto per la dignità padana: “Io scrivo, penso e parlo da veneto, e me ne vanto. Come molti bergamaschi. So che non ho il potere di cambiare le produzione e i palinsesti televisivi, ma almeno voglio farti sentire la forte inc….. mia personale e di milioni di miei concittadini a est e ovest dell’Adda e del Tagliamento. Posto poi che i tuoi autori sappiano andare oltre il Tevere e l’Aniene”. Un consiglio agli sceneggiatori: “Trasferiscano l’agente a Porto Marghera e facciamo vedere come vive con intelligenza e serietà la gente del Nord”.
Confalonieri ha confidato ai suoi di avere “sempre avuto grande stima per Zaia, persona seria ed equilibrata”. Ma sul merito il presidente ha taciuto. Non il produttore di “Distretto di Polizia”, Pietro Valsecchi che annota: “Singolare non si sia levato alcun coro di indignazione per un personaggio altrettanto svampito e non brillante come quello di Marzocca, presente nella serie per diversi anni. Ma forse perché era romano…”. E punge: “Noi siamo produttori, forse potremmo fare anche i politici. Ma leggendo le sue dichiarazioni retoriche e pretestuose, dubito che Zaia potrebbe mai fare il produttore”.

 Fonte: Corriere.it