COLANTUONO / Atalanta, “Bel gioco? Non siamo il Barcellona”

COLANTUONO ATALANTA –
L’allenatore dell’Atalanta Colantuono ha rilasciato un’intervista su TuttoAtalanta.com

Mister, due partite che non si vince. Che cosa manca a questa Atalanta?
“Direi che sabato ci è mancato soprattutto il gol per chiudere nel primo tempo. Anche dopo l’espulsione di Raimondi, non abbiamo rinunciato ad attaccare, producendo quelle due occasioni con Troest su palla inattiva e sul tiro da fuori di Padoin parato da Puggioni. Sei o sette opportunità di andare in porta non sono da tutti, in serie B. Che altro potevo chiedere di più ai miei?”.

Alla fine, però, sulla zampata mancata d’un soffio da Sy sotto misura vi saranno venuti i sorci verdi…
“Un plauso a Troest che gli ha strappato la palla dai piedi, ma l’azione era viziata da un fuorigioco di partenza di almeno un metro. Roba da codice penale, mai vista. La Reggina ha indovinato un terno al lotto con quell’eurogol del pari di Bonazzoli, e in superiorità numerica è andata vicina al gol su un’occasione che da regolamento non aveva nemmeno ragion d’essere”.

Il rosso a Raimondi ha fatto un po’ da spartiacque tra un prima di attacchi a testa bassa e un dopo in cui la sua squadra ha tirato i remi in barca.
“Rizzato ha lasciato il piede ben piantato a terra, Raimondi s’era proprio tenuto alla larga. Un provvedimento disciplinare privo di fondamento, che fa il paio con il mancato rigore di Siena (Ficagna su Ardemagni, NdR) e la mia stessa espulsione. C’è il quarto uomo, ma a quanto pare non serve a niente: che cosa costa all’arbitro usarlo per avere un secondo parere?”.

Con le giacchette nere è decisamente un momento poco felice.
“Ha ragione il Presidente: c’è un po’ troppa confusione. Non mi piace attaccarmi ad alibi, però i fatti sono lì da vedere. Comunque noi andiamo avanti lo stesso per la nostra strada: lo ribadisco, io vedo un’Atalanta che migliora di giornata in giornata. E prima o poi anche i risultati tanto attesi arriveranno”.

Tornando alla sproporzione tra palle gol e punteggi, verrebbe da dire che servirebbe come il pane che si sbloccasse il bomber che tutti attendono al varco: Matteo Ardemagni.
“Eppure è stato brillantissimo, almeno per un tempo. Il posto da titolare se lo merita tutto, prima o poi si prenderà il ruolo del protagonista senza abbandonarlo più fino al termine della stagione. Ho visto ottimi movimenti sul fronte offensivo: con lui in campo magari è difficile rimanere corti perché tende sempre a cercare la profondità, ma da solo è in grado di bersi mezza difesa avversaria”.

Le sostituzioni sabato non sembrano aver convinto il pubblico. Ceravolo per Ruopolo, Bonaventura nel finale al posto di Ardemagni. Un forcing di pesi piuma.
“Ciccio a un certo punto s’è girato verso la panchina chiedendo il cambio perché era stremato: per i minuti che restavano, occorrevano velocità e uno contro uno. Si è trattato di avvicendamenti obbligati, anche perché quando si comandano le operazioni senza riuscire a sfondare bisogna calare tutti gli assi a disposizione”.

Sabato si va a Modena per affrontare il Sassuolo, reduce dalla secca sconfitta di Crotone. Due grandi che attraversano un periodo no: qual è la ricetta per ricominciare a fare risultato? C’è quel nono posto attuale in classifica che grida vendetta.
“Continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto. Altri metodi non ne conosco… Che posso dire, parte la solita tiritera che dovremmo essere più cattivi in fase di realizzazione? In serie B di compagini che giocano al calcio ai nostri livelli non ne vedo moltissime. Abbiamo anche un paio di uomini chiave da recuperare: fare a meno di Tiribocchi e Manfredini non è uno scherzo. Simone è recuperabile, Thomas non so”.

I fischi del pubblico a fine partita suonano come un campanello d’allarme?
“Non so a chi o a che cosa fossero rivolti, spero non ai giocatori o al sottoscritto. Preferisco pensare che riguardassero la direzione arbitrale, per via di certe situazioni contestate, oppure l’atteggiamento ostruzionistico degli ospiti. La nostra prestazione non può essere certamente oggetto di contestazioni”.

Eppure in tribuna qualcuno mormorava. Senza contare che sui siti web è tutto un fiorire di sondaggi, critiche e impressioni dei tifosi che hanno un denominatore comune: insomma, questa Atalanta non soddisferebbe sul piano estetico.
“Se la gente vuole insinuare che stiamo giocando male, allora devo pensare che sia prevenuta o in malafede. Che cosa dovremmo fare per solleticare i palati fini? Tirare in porta più di quanto non stiamo facendo ora? Io ho visto qualche gara dell’Atalanta la scorsa stagione, e non mi pareva proprio il Barcellona. Una volta retrocessi, le cose si complicano: non è tutto liscio come l’olio. Anche alla mia prima esperienza a Bergamo mi arrivavano all’orecchio critiche del genere, poi in A feci il record di punti (50, nel 2006/2007, NdR) e allora tutti contenti…”.

Non tutte le ciambelle riescono con il buco. Sul giudizio del popolo nerazzurro pesa di più la sconfitta di Siena o magari lo scialbo 0-0 di Varese?
“Intendiamoci, anche a me farebbero comodo alcuni punti persi per strada. All’esordio con il Vicenza non avevamo fatto benissimo, a Varese sicuramente la prova è stata nettamente sotto tono. Ma col Frosinone in casa abbiamo dominato, a Siena non meritavamo di perdere, e sabato la fortuna non ci ha arriso. Forse gli addetti ai lavori come stampa e televisioni dovrebbero far presente ai criticoni che basare le valutazioni sul mero risultato finale è sbagliato e controproducente. Non dobbiamo remare tutti nella stessa direzione?”.

Matteo Fantozzi