MEDIO ORIENTE / Negoziati, Israele e Anp dedicheranno un’altra settimana alla ricerca di un compromesso

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente americano Barack Obama e il leader dell'Anp Abu Mazen

MEDIO ORIENTE – Scaduta la moratoria sulle nuove costruzioni negli insediamenti in Cisgiordania, Israele e l’Anp (l’Autorità Nazionale Palestinese) hanno deciso di dedicare un’altra settimana al tentativo di trovare un compromesso per non far naufragare i colloqui di pace, appena ricominciati. Abu Mazen, attraverso il suo portavoce, ha fatto sapere che non darà nessuna risposta ufficiale prima di essersi consultato, il 4 ottobre prossimo, con i leader della Lega Araba. E a causa del Sukkot, la festa dei Tabernacoli in corso in Israele, nell’immediato non dovrebbe esserci una ripresa sostanziale di costruzioni negli insediamenti.
L’idea di dare un’altra settimana di tempo al negoziato é emersa nelle varie riunioni che l’inviato Usa, George Mitchell, ha avuto nel fine settimana con Abu Mazen, e il ministro della Difesa, Ehud Barak, che erano entrambi a New York. E adesso, dunque, si riapre uno spiraglio. In realtà, i bulldozer dei coloni hanno già cominciato a lavorare per preparare la colata di cemento armato delle case: secondo i media israeliani, i coloni hanno cominciato ad operare ad Ariel, uno degli insediamenti sui quali si era concentrata molta della polemica nei mesi scorsi e dove le case previste sono una cinquantina, destinate a famiglie evacuate nel 2005 dalla colonia di Netzarim, nella Striscia di Gaza.
  “Abbiamo il diritto di stare qui”, ha detto Itzik Vazana, uno dei coloni che da cinque anni vivono nei camper. Ma in realtà il ritmo di edificazione dovrebbe essere lento.
La settimana dedicata all’antichissima festa dei Tabernacoli, in ricordo della vita degli ebrei nel deserto durante il viaggio verso la terra promessa (i sukkot erano le capanne) da’ tempo alle diplomazie israeliane e palestinesi, sollecitate da quella americana, di trovare un’intesa. E il lavorio é costante, Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha telefonato a Netanyahu per rinnovargli l’invito a mantenere il congelamento della costruzione di nuovi insediamenti. La Clinton ha parlato anche con l’inviato del Quartetto di Madrid per il Medio Oriente, Tony Blair; e Netanyahu ha avuto un contatto con il presidente egiziano Hosni Mubarak e il re Abdyullah II di Giordania. La speranza dunque non e’ esaurita: Barak sabato ha detto che tentera’ di convincere i colleghi di governo a un compromesso, e che le speranze di un accordo sono “al 50 per cento”.

Fonte: Agi.it