FIAT / Progetto Fabbrica Italia, dopo l’accordo su Pomigliano il confronto tra sindacati e Lingotto riprenderà il 5 ottobre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:10
L'ad di Fiat Sergio Marchionne

FIAT – Il confronto sul progetto Fabbrica Italia, dopo l’accordo su Pomigliano, riprenderà il 5 ottobre quando, a Roma, Fiat e sindacati parleranno degli altri stabilimenti auto, Mirafiori, Cassino, Melfi e Sevel. Si ripartirà con quell’elemento in più che sta tanto a cuore all’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, l’accordo sulle deroghe al contratto nazionale dei metalmeccanici. Domani, infatti, Federmeccanica presentera’ un testo a Fim e Uilm e, se non ci saranno sorprese, sara’ firmata l’intesa. Sarà il salario, spiega il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, l’unica materia assolutamente non derogabile rispetto al contratto nazionale dei metalmeccanici mentre accordi saranno possibili sulle altre materie a partire dall’orario di lavoro e gli straordinari purchè si sia in situazione di crisi o di sviluppo occupazionale. L’accordo tra Federmeccanica, Fim e Uilm rischia di segnare una nuova battuta d’arresto nel dialogo appena riaperto tra Confindustria e Cgil. La Fiom, che non partecipa al tavolo, accusa: ”Sarà un accordo separato – afferma il segretario generale, Maurizio Landini – che introduce, per la prima volta nel nostro Paese, la derogabilità dal contratto nazionale. Se questo dovesse avvenire sarebbe un fatto gravissimo, uno strappo alla democrazia che non ha precedenti. Uno strappo simile a quelli a cui il governo Berlusconi ci ha purtroppo abituati tante volte. Questo aprirebbe una fase complicata”. Landini aggiunge che ”se si vuole davvero aprire un dialogo bisogna sospendere le trattative separate. La prima cosa da fare e’ un accordo sulla rappresentanza, in modo che sia chiaro chi rappresenta chi va a trattare”. Il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei ipotizza un problema tra Cgil e Fiom, visto che uno dei pochi contratti non sottoscritti dal sindacato di Guglielmo Epifani è quello dei metalmeccanici. Susanna Camusso, vicesegretario generale della Cgil e futura leader, però non si sbilancia sull’atteggiamento di apertura di Marchionne: ”lo valuteremo e vedremo. Dal punto di vista dei comportamenti per il momento noi abbiamo registrato da parte della Fiat e dentro Federmeccanica un atteggiamento di rottura nei confronti della nostra organizzazione. Misureremo se c’è un cambiamento o un’apertura”. La necessita’ del tavolo sugli stabilimenti italiani della Fiat e’ condivisa da Landini. ”Ad oggi purtroppo – osserva – non c’è stata ancora la possibilità vera di discutere il piano industriale. La Fiat ha sempre detto che non tratta con nessuno, ne’ con i sindacati ne’ con le istituzioni. Siamo preoccupati perchè non si conoscono ancora nel concreto quali siano i modelli e i prodotti. L’unica sede in cui ci siamo trovati è il ministero dello Sviluppo Economico per discutere della chiusura di Termini Imerese. A oggi gli aspetti del piano Italia sono che sta aumentando la cassa integrazione e la chiusura di Termini Imerese”.

Fonte: Ansa