LEGGENDA DEL PIAVE / Componimento autografo messo all’asta, domani a Roma la casa Bloomsbury proporrà manoscritto del paroliere E.A. Mario datato 1918

LEGGENDA DEL PIAVE – Va all’asta una delle copie manoscritto autografe della celeberrima ”Leggenda del Piave”, meglio conosciuta come ”la canzone del Piave”, una delle più celebri canzoni patriottiche italiane, nata sull’onda dei fatti della Grande Guerra.
Si tratta del componimento autografo su pergamena con firma in calce dell’autore, il paroliere Ermete Giovanni Gaeta (noto con lo pseudonimo di E.A. Mario, 1884-1961), con dedica autografa ”a Pietro Maldarizzi affettuosamente”, datata ”Napoli 23 marzo 1936”.
Il manoscritto sarà battuto dalla casa d’aste Bloomsbury domani, giovedì 30 settembre, alle ore 16, a Roma (Palazzo Colonna) con una stima di partenza di 3.000 euro.
Il brano fu scritto nel 1918 dal maestro Gaeta il quale rinunciò ai diritti d’autore sulla canzone. Nel novembre del 1941 Gaeta donò anche le prime cento medaglie d’oro ricevute, come riconoscimento per la canzone, dai comuni del Piave, da associazioni di combattenti, e da privati cittadini, come oro alla Patria.
I fatti storici che ispirarono l’autore risalgono al giugno del 1918 quando l’Austria-Ungheria decise di sferrare un grande attacco sul fronte del Piave per piegare definitivamente l’esercito italiano, già reduce dalla sconfitta di Caporetto.
Ben presto ”la canzone del Piave” venne fatta conoscere ai soldati dal cantante Enrico Demma (Raffaele Gattordo). L’inno contribuì a ridare morale alle truppe italiane, tanto che il generale Armando Diaz inviò un telegramma all’autore nel quale sosteneva che aveva giovato alla riscossa nazionale più di quanto avesse potuto fare lui stesso: ”La vostra leggenda del Piave al fronte è più di un generale!”.
Le quattro strofe hanno quattro specifici argomenti: la marcia dei soldati verso il fronte; la ritirata di Caporetto; la difesa del fronte sulle sponde del Piave; l’attacco finale e la conseguente vittoria. Divenne inno nazionale dello Stato Italiano tra il 1943 e il 1946, poi sostituita da ”Il Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli. E’ stata quindi riproposta come inno nazionale il 21 luglio del 2008 da Umberto Bossi.

Fonte: Adnkronos