NUCLEARE / Governo rilancia il piano, ma la mappa dei siti papabili è vecchia di 30 anni

NUCLEARE – Mentre il premier Berlusconi rilancia e conferma il piano del governo per il ritorno al nucleare, l’attuale stato dell’arte per la scelta dei siti dove far sorgere le centrali rimarrebbe fermo a una mappa degli anni ’70. Secondo quanto confermato all’Adnkronos dal responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani, infatti, “le 45 aree a tutt’oggi ritenute idonee per la costruzione nel nostro paese degli impianti di produzione di energia da nucleare sarebbero ancora quelle identificate nel 1979 dall’allora Cnen, il Comitato nazionale per l’energia nucleare diventato Enea nel 1982”.

In base a quella mappa, inoltre, secondo Ciafani “i siti tecnicamente adeguati ad ospitare una centrale nucleare sono ancora Montalto di Castro, dove potrebbero sorgere due impianti, l’Asta del Po dove potrebbe sorgere una centrale a Trino oppure a Caorso o nella zona del delta del fiume, mentre per un ulteriore quarto impianto resterebbero, oggi come allora, in gioco ancora la Puglia e la Sicilia oppure l’area di Latina o del Garigliano, due vecchi siti nucleari”.

Entrando più nel dettaglio, secondo la mappa del 1979, i siti “potenzialmente idonei per la costruzione di impianti nucleari in Italia” identificati dall’allora Cnen toccavano 14 regioni sulle 19 più le due Province autonome esistenti. Partendo dal Nord, in Lombardia ci sarebbero secondo la mappa del vecchio Cnen 3 aree idonee possibili, in Piemonte 2, in Veneto 4 aree, in Friuli Venezia Giulia 2, in Emilia Romagna 2. Al Centro la mappa identificava in Toscana 4 siti, nel Lazio 3, in Molise 1 e in Sardegna 5. Al Sud, infine, in Campania 2 siti, in Puglia 8 siti, in Basilicata 1, in Calabria 4 siti e in Sicilia 4. Ma perché quella mappa avrebbe validità ancora oggi a distanza di 30 anni?. “Il problema – spiega Ciafani – è che i criteri che rendono un sito idoneo sono gli stessi quattro di 30 anni fa”.

“In base a quei criteri – spiega ancora Ciafani – serve, innanzitutto, una stabilità geologica, quindi la disponibilità di acqua per raffreddare gli impianti, inoltre serve un’adeguata distanza dai centri abitati e, ultimo, la presenza di un adeguato elettrodotto per trasportare l’energia elettrica prodotta dalla centrale nucleare agli utenti”.

“Secondo l’attuale norma, infatti, l’Agenzia per la sicurezza nucleare dovrà definire i criteri e, in seconda battuta – spiega Ciafani – le aziende potranno presentare i progetti e la mappa dei siti su cui realizzarli. Sono certo che le aziende abbiano già i progetti pronti e che li esibiranno dopo aver sentito le linee guida che detterà la futura Agenzia”. “Progetti – aggiunge – che si baseranno sui 4 criteri industriali di allora ma ancora oggi validi e, quindi, la vecchia mappa identificata dall’allora Cnen rimane un punto di riferimento concreto”.

Adnkronos