INTER / Maicon Benitez, dopo Chivu, anche il brasiliano si ribella in campo contro l’allenatore spagnolo

INTER MAICON BENITEZ – Quando c’era ‘lui’ certe cose non sarebbero mai successe. ‘Lui’, certe cose non se le sarebbe fatte dire. Con una buona dose di arroganza e di prestigiosa dialettica inchiodava alla sedia avversari, giornalisti e giocatori. Lui è Josè Mourinho, l’allenatore che ha rinnovato con il suo modus operandi il calcio italiano e di cui ora i tifosi nerazzurri sentono fortissima la mancanza. La migliore abilità del portoghese non era tanto quella di mettere in campo un a squadra formidabile, vincitrice del Triplete, ma piuttosto quella di creare un  gruppo psicologicamente inossidabile. Lo spogliatoio, almeno agli occhi esterni, era unito ed inaffondabile, un unicum contro tutto il mondo esterno. E questa continua diatriba, questa infinita lotta con gli avversari recitata da Mou ogni qual volta aveva il micorfono in mano, questa strenua difesa dei nerazzurri da parte del lusitano, ha reso invincibile l’Inter. Ora che Mourinho se n’è andato, ci si rende conto di quanto avere dei campionissimi non sia l’unico ingrediente indispensabile per vincere. Lo spogliatoio nerazzurro è disunito, i giocatori non rispettano la loro guida, ossia Rafa Benitez. Lo spagnolo è un tecnico capace e in gamba, ma manca, evidentemente, di quella sottile arma psicologica. O forse i giocatori sentono troppo nostalgia di Mou. Fatto sta che mai prima d’ora si era assistito a calciatori che urlano all’allenatore cosa fare. Era successo domenica scorsa all’Olimpico con Chivu che minaccia il tecnico di uscire se non migliora la difesa, è successo anche ieri sera contro la Juventus. Maicon visibilmente alterato si è rivolto contro Benitez urlandogli di sostituire Biabany. “Cosa aspetti a farlo uscire?!” ha detto il brasiliano. Per non parlare poi di Muntari che si è rifiutato di andare in panchina. No, certi comportamenti privi del più elementare rispetto, non sarebbero mai accaduti un anno fa. Se Benitez vuole recuperare terreno in classifica deve iniziare ad imporre un nuovo regime nello spogliatoio.

Fonte: Calciomercato.it