GORBACIOF IL CASSIERE COL VIZIO DEL GIOCO – Toni Servillo è certamente l’attore che maggiormente spicca nel panorama del cinema italiano. In un recente passato si sono sprecati dei lusinghieri paragoni con personaggi del calibro di Gianmaria Volonté, come nel caso della sua interpretazione di Giulio Andreotti ne Il Divo. La capacità mimetica di Servillo è veramente impressionante, ma rispetto al compianto Volonté il buon Servillo non ha ancora avuto modo di confrontarsi con ruoli realmente degni dello spessore del suo termine di confronto. Così accade che Marino Pacileo, detto Gorbaciof per via di una vistosa voglia color fragola sulla fronte, rappresenti un bel banco di prova per una caratterizzazione al limite del cartoon, ma che si ferma a pura superficie. Gorbaciof è un contabile del carcere napoletano di Poggioreale, quando esce dalla prigione le sue passioni sono il gioco d’azzardo e le donne, in particolare la figlia del proprietario del ristorante cinese dove si trova a giocare a carte.

Gorbaciof non è un personaggio cattivo, ma ha l’abitudine di prendere i soldi dalla cassa del carcere per coprire le sue puntate. I secondini sanno delle sue bravate, ma sono consapevoli che ogni volta trova un modo per restituire la cifra sottratta e per spesso viene chiuso un occhio nei suoi confronti. Quando Gorbaciof scopre che il ristorante cinese è pieno di debiti, decide di prendersi cura della giovane Lila e di saldare i debiti di suo padre. I soldi della cassa del carcere non sono sufficienti e, pur di aiutare il padre della ragazza, accetta di entrare in un giro più redditizio, ma anche pericoloso.

Se Gorbaciof fosse un film americano, forse al posto di Servillo ci sarebbe un istrione come Joe Pesci e l’intera pellicola godrebbe di un alone che solo l’esterofilia tipica di noi italiani potrebbe offrire a un film di questo taglio. La pecca della settima regia cinematografica di Stefano Incerti è sostanzialmente imputabile alla sceneggiatura, troppo debole per sostenere un personaggio così fortemente caricaturale. Un errore che potrebbe essere accettabile da un autore al suo esordio, mentre difficilmente lo si accetta da un regista così esperto.

Impossibile non capire che il film è stato costruito completamente attorno al ruolo di Toni Servillo, un personaggio scritto con grande attenzione ai particolari, con una grande quantità di dettagli e sfaccettature. Il punto di riferimento appare evidente, l’intenzione di Incerti è quella di riprendere alcuni elementi classici del genere noir americano e altre atmosfere da gangster movie orientale (se Gorbaciof facesse a botte a suon di karate sarabbe un eroe degno di Johnnie To), ma nonostante le buone intenzioni sono solo alcuni elementi a ricordare questo background. Quindi per fortuna che c’è Toni, in grado di esprimere un mondo di emozioni lontanissime da quelle dei suoi precedenti ruoli anche solo grazie alla sua mimica, alla gestualità o al modo camminare. Non è certo la prima volta che un intero film si appoggia sulle spalle della prestazione di un attore, ma appare evidente che sia la storia raccontata che difficilmente riesce a fare presa sul pubblico in sala.

A Gorbaciof avrebbe giovato un’uscita precedente a film come Gomorra o Le conseguenze dell’amore, che forse poteva essere un ulteriore trampolino di lancio per Servillo, ma ora appare come una buona prestazione in un film sostanzialmente sbagliato. Peccato.

Gorbaciof – Il Cassiere con il Vizio del Gioco uscirà nei cinema venerdì 15 ottobre

Fonte: Cineblog.it