FIORELLO PARLA DI BELEN A SANREMO / Lo showman dichiara: “Non ho mai visto suore al Festival”

Belen Rodriguez

FIORELLO PARLA DI BELEN A SANREMO – Fiorello e Sanremo, Belen, i camerini dell’Ariston e una sua eventuale partecipazione. Ne ha parlato, un pò scherzando, un pò sul serio, in un incontro organizzato all’università Cattolica di Milano insieme ad Aldo Grasso, docente di storia della televisione dell’ateneo. Una lezione, metà didattica e metà show, durante la quale Fiorello ha toccato diversi temi della fenomenologia televisiva. «Avevo una canzone scritta per Celentano e che lui non aveva voluto – ha detto – per una frazione di secondo, anche se nessuno a dire la verità me lo ha chiesto, avevo pensato di partecipare, ma poi al pensiero delle prove, delle interviste, del tempo che sarei dovuto rimanere a Sanremo ho cambiato subito idea». Sempre a proposito di Sanremo, un accenno a Belen, la showgirl la cui conduzione era a rischio dopo le dichiarazioni sull’uso della droga. «È solo ipocrisia, perchè quella è una realtà che esiste in tutti i settori, io stesso sono stato a Sanremo anni fa e vi assicuro che nei camerini non ci stanno certo le suore Orsoline – ha detto Fiorello -, si parla di perdonare gli assassini e poi tutti hanno dato addosso a quella ragazza quando sarebbe stato sufficiente dirle ‘hai sbagliato, ammettilo, non lo fare piu».

“VIGLIACCHETTI PER COSE NUOVE! «Molti di noi sono un pò vigliacchetti per tentare qualcosa di nuovo, soprattutto se hanno avuto successo con un programma hanno paura di fare altro rimettendosi in gioco». Lo ha detto Fiorello parlando della tv generalista in un incontro organizzato all’università Cattolica di Milano insieme ad Aldo Grasso, docente di storia della televisione dell’ateneo. Una lezione, metà didattica e metà show, durante la quale Fiorello ha toccato diversi temi della fenomenologia televisiva. Parlando della tv generalista e della mancanza di nuove idee, Fiorello ha detto che una delle cause dell’assenza di programmi nuovi è appunto la paura di rischiare. «Ma il primo motivo è che fino a quando i programmi che vanno bene continueranno ad andare bene – ha detto – saranno ripetuti anno dopo anno».

Fonte:leggo