SEQUESTRATI 50KG DI HASHISH A ROMA NEL QUARTIERE TOR BELLA MONACA

SEQUESTRATI 50KG DI HASHISH A ROMA NEL QUARTIERE TOR BELLA MONACA – È di 50 chili di hashish sequestrati il risultato dell’operazione che i carabinieri hanno condotto nel quartiere di Tor Bella Monaca (periferia est di Roma) un paio di giorni fa: in un’abitazione della borgata, i militari hanno infatti trovato un ingente quantitativo di stupefacente, ma non solo.

I carabinieri sono arrivati all’abitazione grazie alle segnalazioni dei cittadini: da qui il nome non casuale dell’operazione “Giù le mani dalla periferia”. Sono stati proprio gli abitanti del quartiere a segnalare la presenza notturna di ladri che tentavano di entrare all’interno di un’abitazione, oltre ad aver comunque tentato di forzare altre case.

Ma quell’abitazione in particolare non era un’abitazione qualunque, e i ladri stessi non erano semplici topi d’appartamento. Diverse volte infatti altre organizzazioni dedite allo spaccio della droga avevano tentato di introdursi nella casa per impossessarsi del carico di droga custodito all’interno. Ma l’abitazione era blindatissima, a tal punto che gli stessi carabinieri hanno avuto bisogno dell’aiuto dei vigili del fuoco che per diverse ore hanno tagliato le inferriate.

Dentro, i militari hanno trovato 50 chili di hashish. Non c’erano però solo i classici panetti: c’era infatti anche un ingente quantitativo di olio di hashish della migliore qualità, rarissimo a Roma. Da un singolo panetto di olio mescolato con altre sostanze si può ricavare anche quattro volte il quantitativo normale di droga. Lo stupefacente aveva un valore all’ingrosso di 250-300 mila euro: proveniva dal Pakistan, dall’Afghanistan e dal Maghreb.

Oltre alla droga, i militari hanno trovato anche oggetti la cui presenza fa capire come la casa fosse un vero e proprio deposito di stupefacente. C’era infatti una macchina conta-soldi di ultima generazione (del costo di 2.000 euro circa), oltre a strumenti da guerra elettronica capaci di interferire con i campi dei telefoni cellulari ma anche di disturbare apparecchiature come le cimici. Illegali in Italia, questi strumenti sono stati probabilmente reperiti su internet o acquistati in nazioni confinanti con il nostro paese. Nella casa c’era anche un manuale che spiegava il funzionamento delle strumentazioni in dotazione alle forze dell’ordine e 35mila euro già divisi in pacchetti e pronti per essere reinvestiti.

Nell’appartamento al momento dell’ingresso delle forze dell’ordine non c’era nessuno, ma i carabinieri sono comunque riusciti a risalire alla persona che lo occupava: si tratta di un cittadino albanese di 30 anni. Le indagini dei carabinieri vanno avanti per scoprire quali altre persone siano coinvolte.

Antonio Scafati