CINEMA BARI – Qualche mese fa avevamo lasciato la casa di Paranormal Activity in subbuglio. Il diavolo si era impossessato di Katie, la giovane fidanzatina d’America in crisi mistica, e l’innamorato compagno Micah non era riuscito a fermare lo spirito maligno, così da cadere a terra, martoriato dalla mano del suo amore. Il seguito di quella tragedia spirituale ci racconta che fine ha fatto Katie. In Paranormal Activity 2, infatti, l’interprete è sempre Katie Featherston. Il regista Oren Peli produce e passa la palla della regia a Tod Williams (conosciuto tra i cinefili per The Door in the Floor con Kim Basinger e Jeff Bridges) che eredita stile e tono, rimarcando l’operazione discretamente innovativa del primo. Anche stavolta la semplicità dei mezzi tecnici e il numero ridottissimo di attori costringe a pensare che non serve una mega-produzione ad alto budget per creare suspense e mistero. Le presenze oscure del film prenderanno di mira un bambino, inconsapevole del male che lo sta puntando. Scettici e illuministi del nostro tempo è meglio che scelgano un altro film. Chi invece non vede l’ora di lasciarsi coinvolgere da una storia soprannaturale di mistero e paura si faccia avanti e si accomodi in sala. Il demonio è lì che vi aspetta.

La programmazione delle sale di questo weekend prevede un altro seguito molto atteso. Chi ricorda la faccia tosta del Gordon Gekko di Michael Douglas? Oliver Stone aveva creato quel personaggio e lo aveva reso famoso con Wall Street alla fine degli anni Ottanta. Lo ha lasciato in carcere per tutto questo tempo ma ora gli apre le porte della libertà e lo rimanda alla Borsa di New York. Il titolo del film, Wall Street – Il denaro non dorme mai, si specchia in quello del precedente, per dire che il capitalismo sregolato di Manhattan, tra alti e bassi, variazioni e cadute, è rimasto fondamentalmente sempre lo stesso sistema disumano per arraffare soldi. Allora c’era Martin Sheen a fidarsi di Gekko, ora quel ruolo spetta a Shia LaBeouf che, oltre ad essere un aitante speculatore agli esordi, è anche il fidanzato di Carey Mulligan (che interpreta la figlia di Gekko). Interessi economici e sentimentali si confondono, sequenza dopo sequenza, mettendo sotto accusa il meccanismo perverso di cui fanno parte. Ma dal quale non riescono ad uscire. Oliver Stone, ancora una volta, dimostra di saper raccontare l’America degli arrivisti e dei vincitori dell’apparenza.

Il pop di Alan Sorrenti ritorna prepotente a rallegrarci le giornate. La promozione del film di Lucio Pellegrini, Figli delle stelle, si muove ballando sulle note della canzone che dà il titolo al film. La prole degli anni Settanta a cui si fa riferimento ambiva alla spensieratezza di una vita libera, da passare guardando al futuro con coraggio. Quelle preoccupazioni ritornano oggi che il precariato frena la voglia di sperare ancora. Così devono aver pensato i protagonisti di questa commedia che promette di riempire le sale di risate e ironia; un gruppo di trentenni in sospeso, senza un lavoro fisso – Claudia Pandolfi, Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Fabio Volo e Paolo Sassanelli – decidono di sequestrare un politico per chiedere il riscatto e ripagare una vittima della morte sul lavoro. Puntano in alto ma l’inesperienza prende il sopravvento e gli fa incappucciare il politico sbagliato (Giorgio Tirabassi). Così scappano in Val d’Aosta dove, tra tutine da sci e canzonette allegre, dovranno portare a termine uno dei sequestri più surreali della storia.

A rispondere alla richiesta di azione e adrenalina, questa settimana abbiamo Fair Game – Caccia alla spia di Doug Liman, conosciuto soprattutto per il successo di The Bourne Identity. I protagonisti, interpretati dalla coppia Naomi WattsSean Penn, sono, rispettivamente, agente della CIA e faccendiere politico, oltre che moglie e marito. Quando comprendono la volontà governativa di attaccare l’Iraq, cercano di fermare l’azione prima che si trasformi in una guerra vera e propria. Ma i loro nobili tentativi verranno ostacolati fin dall’inizio, dimostrando come il sistema politico americano sia ricco di coni d’ombra. Il cinema statunitense degli ultimi tempi cerca di fare i conti con una storia recente segnata da grandi contraddizioni. L’orrore e la paura per nuovi attacchi terroristici è un tema ormai universale, infiltrato anche in luoghi defilati come le comunità di monaci benedettini. Il film intellettualmente impegnato della settimana nasce all’interno delle mura di un monastero algerino, alla fine degli anni Novanta. Con Uomini di Dio, il regista Xavier Beauvois ci racconta l’eccidio di un gruppo di monaci per mano di un gruppo di integralisti musulmani algerini. Vincitore del Gran premio della giuria a Cannes, il film di Beauvois è un gioiello raro e prezioso che richiede una sensibilità particolare per essere riconosciuto. Dopo averlo visto, vi sentirete più ricchi.

Una delle prime (e senza dubbio delle più genuine) artiste naïf di tutti i tempi è Séraphine de Senlis, nata ad Arsy nel 1864, e deceduta in un ospedale psichiatrico nel 1942. Martin Provost le dedica il suo ultimo film, Séraphine appunto, raccontando come l’incontro con il critico Uhde le abbia cambiato completamente la vita: da semplice domestica tuttofare diventerà un’artista parigina, ammirata e apprezzata per la sua pittura primitiva, legata al ritmo della natura e alle suggestioni emotive che derivano dall’osservazione “ingenua” di flora e fauna. Dopo aver conquistato pubblico e critica francese (il film ha vinto sette premi César), il riscatto sociale di Séraphine giunge in Italia e, malgrado questo weekend debba concorrere con proposte di grossa portata, ci auguriamo che il passaparola lo aiuti a farsi notare.

E infine lo strano caso di uno straniero che ama l’Italia. È famosissimo, è amico stretto dei fratelli Cohen e ha carisma da vendere, è l’americano John Turturro. Dopo il musical Romance & Cigarettes e il documentario Prove per una tragedia siciliana, unisce i generi e realizza Passione. Per scoprire come la canzone popolare rappresenti il sottoproletariato napoletano, l’autore, istruito e competente in materia, ci regala una guida raffinata per immergerci in quel mondo. In alternativa a “figli delle stelle”, i soldi di Gekko e l’arte di Séraphine, rimangono in sala la commedia Benvenuti al sud che non si schioda ormai dal primo posto al botteghino, il film d’animazione Cattivissimo me e l’onirico Inception, per chi ancora non l’avesse visto.

Fonte: Mymovies.it

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