Osvaldo Napoli (Pdl)

LODO ALFANO – «I rilievi del Capo dello Stato, in punta di Costituzione, sono stati accolti dalla maggioranza con la disponibilità a riformulare quelle parti del Lodo Alfano che possano ridurre o anche solo interferire con le guarentigie già previste dall’art. 90 della Costituzione. Le reazioni delle opposizioni e dei finiani alla presa di posizione del Quirinale mostrano però una strumentalizzazione inquietante delle parole di Napolitano, al punto da minarne l’equilibrio e la neutralità trasformando il ruolo del presidente della Repubblica in quello di un capo partigiano. Il che non era e non è nelle intenzioni di Napolitano». Lo afferma Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del Pdl. «Al di là e oltre ogni intenzione quirinalizia – prosegue – è ripartito invece un attacco furibondo contro il premier. Il presidente della Camera ha dato il suo via libera al Lodo Alfano, e con lui anche la presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno e il capogruppo alla Camera Italo Bocchino avevano dato il loro via libera a un provvedimento la cui architettura giuridica era stata costruita passo passo. Prova ne è che il senatore finiano Maurizio Saia ha votato contro gli emendamenti delle opposizioni che volevano abolire la reiterabilità dello scudo giudiziario. Che cosa è successo nelle ultime 72 ore da far cambiare radicalmente la posizione dei finiani? In assenza di spiegazioni – aggiunge – si tratta di manovre di palazzo che mirano a disarcionare questo governo e a spaccare la maggioranza. Gli autori scoperti e i sostenitori occulti di questa manovra sono da considerare alla stregua di attentatori alla Costituzione».

Ansa